«Caro Reguzzoni, l’occupazione non fa volare»

Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani di Varese, sottolinea l’importanza di una coesione di forze sociali che rilancino il ruolo di Malpensa

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dall’Associazione Artigiani della provincia di Varese in replica alle dichiarazioni del presidente della Provincia Marco Reguzzoni sul caso Alitalia. Reguzzoni ha annunciato di voler fermare il decollo degli aerei di Alitalia da Malpensa se il Governo non prenderà una posizione forte sulla questione.
Risponde Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani.

L’occupazione di cui parla il Presidente della Provincia di Varese ricorda altre “okkupazioni”, perché i suoi toni sono così rabbiosi da dover seriamente riflettere sulla possibilità di trovarlo, un bel giorno, in mezzo ad una pista di Malpensa, con le braccia aperte a fare da barriera ad un aereo in partenza.
Libertà di pensiero e parola. Un po’ come cantava Francesco Guccini, “ognuno vada dove vuole andare”, a patto che sappia dove vuole andare soppesando i messaggi e le parole così come si addice ad un personaggio del suo rango. Ma Reguzzoni dice di “salire sugli aerei di Alitalia e ne impediremo il decollo". E’ una minaccia seria. 
Scherzare con gli interessi della cittadinanza non è mai serio.
A maggior ragione quando lo stesso Presidente ammette di aver sottoscritto il Documento della Conferenza delle autonomie per chiedere chiarezza al Governo.

Di documenti, l’Associazione Artigiani della Provincia di Varese ne ha invece sottoscritti due, ed uno di questi è nato da un confronto, al Tavolo di Concertazione Provinciale, fra associazioni di categoria, istituzioni e sindacati.
Con Reguzzoni in prima fila ad esaminare le prospettive dell’aeroporto di Malpensa alla luce del nuovo piano industriale di Alitalia.
Decisione all’unanimità, Presidente della Provincia compreso.
Ora, interrogandosi su di un Presidente che vuole occupare e bloccare, la nostra struttura ribadisce il sostegno di tutto il territorio all’aeroporto di Malpensa quale hub del Sud Europa e al centro del sistema aeroportuale del Nord Italia, per migliorarne la competitività e con l’augurio che si continui ad investire sullo scalo in coerenza con le scelte strategiche fatte su tutto il sistema infrastrutturale.
Concetti espressi con forza anche nel documento voluto dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni affiancato dall’assessore alle infrastrutture Raffaele Cattaneo. Documento che Confartigianato non solo ha sottoscritto ma, alla cui stesura, ha anche partecipato per sottolineare l’urgenza di intervenire a risolvere una questione sulla quale la politica italiana – perché Malpensa e Alitalia sono questioni di priorità nazionale – deve esporsi. Ma per farlo non servono occupazioni.

«Infatti – dichiara Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani – ci permettiamo di ricordare a Reguzzoni che, durante il Tavolo di Concertazione, venne proposta la partecipazione dell’UPI (Unione Province Italiane; compresa quindi quella di Varese) al Tavolo per Milano, al quale siedono Comune e Provincia di Milano con la Regione Lombardia, per riportare la situazione dell’hub in quell’assetto istituzionale nel quale si sarebbe sempre dovuto dibattere. Certo, la presenza dell’onorevole Alessandro Bianchi, Ministro dei Trasporti, avrebbe forse mitigato i pruriti legati al futuro dell’hub fornendo una risposta alle incertezze che coinvolgono la compagnia di bandiera e lo scalo aeroportuale, e capiamo la delusione di Reguzzoni».

«Però non possiamo più pretendere – conclude il direttore – risposte dai politici di Roma ma azioni, quelle sì, dai politici varesini che in questa provincia sono stati eletti e che ora si trovano nella stanza dei bottoni. Non è certo tardi per pensare all’avvenire di Malpensa, ma pensiamo di essere nel giusto quando pretendiamo che la classe dirigente del nostro territorio e di Milano si metta in discussione e la smetta di confondere Linate con Malpensa, e inizi a capire che Alitalia è tecnicamente finita. Perché il lavoro non è un passatempo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2007
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