Catasto “federalista”: un’opportunità per il territorio

Maggiori responsabilità ai comuni, equità fiscale, gestione del “sistema territorio”, risposte ai cittadini in tema di semplificazione e perequazione

L’Associazione Artigiani della Provincia di Varese dice “sì” ai Poli catastali. Gli stessi che stanno portando i comuni ad organizzarsi in “consorzi” e che hanno diviso la politica, perché la Lega ha accolto tiepidamente il progetto di un catasto “federale” e allontanato dal “centro”. Catasto che, però, inaugurerebbe una linea federalista tanto decantata in passato ma mai, o solo parzialmente, realizzata.

Il Polo catastale, con il suo trasferimento ai comuni delle funzioni attribuite sino ad oggi all’Agenzia del Territorio, inizialmente potrebbe originare alcuni problemi, ma nello stesso tempo sarà d’aiuto ad enti e cittadini.

«Infatti – dichiara Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese – pensiamo che la realizzazione di un “catasto federalista” rientri nella miglior ottica di trasformazione del territorio in strumento competitivo. Una migliore conoscenza della provincia in cui si vive, ed una classificazione “scientifica” e razionale delle proprie zone, non può non portare ad un più alto livello di efficienza di tutto ciò che è legato, direttamente o indirettamente, alla percorribilità/abitabilità dei nostri distretti. Chiudere le porte al controllo del catasto significherebbe rinunciare alla possibilità di eliminare buona parte di quei procedimenti burocratici che sino ad ora hanno soffocato la gestione dell’ente».

Si tratta di un cambiamento di grande importanza perché sottolinea il compito fondamentale affidato ai comuni: controllare e programmare il territorio e, quindi, nutrire l’interesse e assolvere all’obbligo di curare la tenuta e la qualità del catasto, perché la qualità è determinata dalla sua completezza. «Una responsabilizzazione – incalza il direttore della struttura varesina – che premia il comune che accoglie il decentramento catastale, perché questo può portare alla realizzazione dell’equità fiscale e sostenere, almeno parzialmente, i costi dell’amministrazione comunale e degli interventi infrastrutturali necessari alla gestione e sviluppo dell’ambiente naturale e costruito».

Nello stesso tempo il “federalismo catastale” rappresenta un’occasione per i comuni al fine di integrare e rendere più efficienti i processi e le procedure, incidendo positivamente sulla qualità significativa delle informazioni e per dare risposte alle aspettative dei cittadini in ordine alle istanze di semplificazione e perequazione.

«Uno fra i punti principali per i quali sostenere i “Poli catastali” che si stanno costituendo in questi ultimi tempi nella nostra provincia – conclude Bergamaschi – è che attraverso una migliore gestione dei dati si potranno acquisire strumenti operativi per la pianificazione territoriale, per la gestione delle politiche fiscali, per avviare un processo di riforma e modernizzazione in un settore vitale per le risorse economiche dell’amministrazione e per la qualità dei servizi ai cittadini. Infine, i comuni invierebbero un segnale esplicito sulla volontà di assumersi la responsabilità e la gestione dell’intero sistema territorio, legittimando l’istanza di disporre di risorse certe e coerenti per lo svolgimento delle funzioni catastali».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2007
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