Col Gat si parlerà dei viaggi “segreti” dell’ex Urss nello spazio

L'appuntamento è per lunedì 5 novembre al CineTeatro Paolo Grassi per ascoltare alcune delle famose registrazioni radio dei fratelli Judica Cordiglia

“ Aiuto, aiuti, fa caldo, c’è fuoco, brucio, brucio….” Queste  le drammatiche parole pronunciate da una anonima  cosmonauta russa  nel corso di una missione spaziale che l’ Unione Sovietica avrebbe tentato, con esiti drammatici, molto prima del volo di Gagarin.  Se ne parlerà, a cura del dott. Giuseppe Palombo,  a  Tradate  Lunedì 5 Novembre , alle 21,  al CineTeatro Paolo Grassi nel corso di  una serata  altamente drammatica  che il Gat, Gruppo Astronomico Tradatese, ha organizzato nell’ambito del 50° anniversario dello Sputnik, sul tema Pirati dello spazio’.

I ‘Pirati’, secondo  il Governo sovietico degli anni 60, sono i fratelli Judica Cordiglia che, da Torino, riuscirono a captare drammatici colloqui di astronauti russi forse periti nello spazio PRIMA di Gagarin. «Grazie agli sforzi del dott. Palombo –spiega il dott. Guaita, presidente del Gat – verrà presentato in anteprima mondiale assoluta, una serie di documenti filmati tratti dal recente libro dei fratelli Cordiglia ‘Il mondo non lo saprà mai’ (un’altra delle frasi pronunciate dalla ricordata astronauta russa poco prima di bruciare viva nella sua capsula…..)”. Il documento, che è stato concesso al Gat dalla casa produttrice in via assolutamente eccezionale, verrà presentato Lunedì 5 Novembre al Grassi per la prima volta in pubblico  e solo nei prossimi mesi troverà spazio sulle televisioni di tutto il mondo.

Il pubblico di Tradate, avrà il privilegio di rivivere  alcune delle famose registrazioni radio che i fratelli Achille e Gianbattista Judica Cordiglia captarono nelle campagne piemontesi di San Maurizio Canavese, dove negli anni 50 installarono una serie pionieristica di stazioni di radioascolto spaziale.

Oltre a captare lo Sputnik, il battito del cuore della cagnetta Laika, le voci di Yuri Gagarin e di altri astronauti (compresi quelli americani dei Programmi Mercury e Gemini), i fratelli Cordiglia raccolsero i segnali e le conversazioni di un gruppo di 14 tra uomini e donne che si sarebbero persi durante una serie di tragici voli «non ufficiali » e in particolare durante la fase del rientro nell’atmosfera. Il probabile primo tentativo di mandare un uomo in orbita fu del 28 novembre 1960 (tre anni dopo lo Sputnik), ma il 2 dicembre l’ Urss si limitò  a comunicare di avere messo in orbita un semplice satellite. Un secondo volo fu rilevato il 2 febbraio 1961 e nella registrazione si sente il rantolo di un cosmonauta morente e il suo battito cardiaco. Il giorno dopo dall’Urss giungeva l’annuncio del lancio dello Sputnik 7 (ancora un satellite, quindi….) e, subito dopo, della sua distruzione. Il l cosmonauta, probabilmente, morì a causa di un errore nel rientro. Poi c’è la controversa missione del maggio 1961. Secondo i rilevamenti dei fratelli Cordiglia, la missione cominciò il 16 maggio 1961 da Bajkonur, con due uomini e una donna. Al rientro, il 23 maggio, la capsula, causa un errore di manovra,deviò dal “corridoio” corretto, surriscaldandosi e bruciando come una meteora.

Solo più tardi Mosca si decise ad ammettere alcuni fallimenti. Accadde con la Sojuz 1 di Komarov nel 1967 che si  disintegrò a terra per la mancata apertura del paracadute e per i tre sfortunati della Sojuz 11, morti soffocati nel 1971. Sarà questo il tema di una seconda allettante serata  dedicata agli incidenti dei russi nello spazio lunedì 12 Novembre sempre alle 21 CineTeatro P.Grassi, quando il  dott. Paolo d’ Angelo dell’agenzia Spaziale italiana, grande esperto di astronautica sovietica, parlerà sul tema: drammi dei russi nello spazio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2007
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