Commemorazione bipartisan per il “roditore ignoto”, la LAV contro il sindaco

"All'UnInsubria continueranno gli esperimenti su animali, a dispetto del voto del consiglio comunale di quattro anni fa" denunciano gli animalisti manifestando ai Monlini Marzoli

Un vivace capannello di persone, espressione delle più varie correnti di associazionismo e politica, si è stretto intorno alla LAV per commemorare le cavie immolate sull’altare della ricerca scientifica presso la sede bustocca dell’Università dell’Insubria. Fianco a fianco, di fronte ai Molini Marzoli di viale Cadorna animalisti, gattare, ambientalisti, esponenti di movimenti, partiti e associazioni di  destra e sinistra radicale insieme (ben distinti, ma insieme, come l’anno scorso), per un totale non lontano dal centinaio di presenti. Appesi alle sbarre che dividono l’edificio dalla strada manifesti con citazioni evangeliche "ritoccate" in senso animalista, bandiere di associazioni. Si va da Rifondazione Comunista a Legambiente, da Azione Giovani ai Verdi e ai Comunisti Italiani, dal gruppo Excalibur a Comunità Giovanile. Intorno immagini shock di esperimenti su cani e scimmie sofferenti, alcune davvero insostenibili, su locandine tenute in mano dagli animalisti. Qui però si commemorano essenzialmente topi, anche se il discorso per gli amanti degli animali non cambia.

È il 4 ottobre, il giorno in cui la LAV bustocca guidata da Francesco Caci richiama l’Insubria da una parte, il Comune dall’altro, sul tema della ricerca senza animali. Il 4 ottobre del 2003 veniva approvata la cosiddetta "risoluzione di San Francesco", che prevedeva la cessazione dell’uso di animali per gli esperimenti non appena fosse entrata in vigore la nuova convenzione Comune-università, alla consegna all’ateneo della ristrutturata Villa Manara. Manca ormai pochissimo a questo atto e al contestuale rinnovo della convenzione, e Caci, furente, attacca in modo frontale il sindaco Farioli e il suo totale silenzio sull’argomento. «Stanno adottando la tattica del muro di gomma. Nonostante richieste, solleciti, anche sui mezzi di stampa, non ci è mai giunto uno straccio di risposta. Più volte abbiamo chiesto di incontrare il primo cittadino, e mai siamo stati degnati di attenzione». La LAV si è addirittura rivolta al Prefetto, non trovando risposta in Comune, per ottenere copia dei nuovi protocolli sperimentali dell’UnInsubria; ma soprattutto, denuncia, nella bozza della nuova convenzione non sarebbe rispettato quanto disposto dalla risoluzione del 4 ottobre 2003, ossia la fine dell’impiego di animali da laboratorio. In più gli appalti per Villa Manara mostrerebbero chiaramente che si creeranno tre stabulari per topi, ratti e rane da esperimenti. «Noi denunciamo il comportamento del sindaco: il nostro prossimo volantino recherà scritto Gigi Farioli = vivisezione» prosegue il leader animalista, mentre viene appesa una corona di fiori a ricordo dei seicento topi sacrificati per la ricerca ai Molini Marzoli. «Qui ci si ostina a perseguire un tipo di ricerca di dubbia quando non nulla utilità, come è dimostrato scientificamente per le differenze tra specie. Ormai il 70% della ricerca mondiale è fatto senza animali». Il futuro è con gli animalisti e la loro causa, ma a Busto come in molti altri posti può attendere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
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