Comunità Giovanile: “Basta prendersela con noi”

Lo sfogo del presidente Gussoni dopo l'interrogazione dell'Ulivo sui contributi comunali: "Perchè sempre noi sotto tiro? Non ci stiamo a fare i cornuti e mazziati ogni volta"

Comunità Giovanile, ancora e sempre sotto tiro, non ci sta al gioco al massacro. Stefano Gussoni, presidente del sodalizio di vicolo Carpi, ha perso la tranquillità da qualche settimana e ribadisce ancora una volta per i duri d’orecchio che l’associazione è pulita e non è accusata di niente. Lo fa anche per ribattere alle accuse giunte da sinistra di ottenere dal Comune finanziamenti a copertura delle spese per iniziative pubbliche che altri invece altri non ricevono. Il riferimento è alla serata antimafia organizzata da Liberi di Pensare senza contributo comunale, nonostante una richiesta formale in tal senso. A più d’uno la cosa non è andata giù, e "come al solito" ci è andata di mezzo Comunità Giovanile.

«Qui succede di tutto ad altri, e se la prendono con noi» sbotta Gussoni. «Dei deficienti in centro fanno quello che fanno ad Angioletto Castiglioni, e nella polemica ci andiamo di mezzo noi. Il Comune non dà un contributo ad una meritoria manifestazione come quella di Liberi di pensare, e se la prendono con noi. A che gioco giochiamo? Perchè dobbiamo sempre essere noi i cornuti e mazziati?». Per Gussoni è «di una faziosità allucinante» citare, come fanno nella loro interrogazione i consiglieri Grandi e Pecchini, i vari contributi comunali ricevuti da CG per le sue iniziative pubbliche. Cifre in genere relativamente modeste, e anche quando si arriva ai 2000 euro per La Festa-Bustock, rileva il presidente del sodalizio, «non ci abbiamo assolutamente guadagnato un centesimo, anzi! Bustock dura una decina di giorni, e i costi d’esercizio sono notevoli. Oltretutto Comunità Giovanile prima di vedere il becco di un quattrino dal Comune ha dovuto attendere il 1997, a ben otto anni dalla sua nascita. A leggere certi documenti sembra che noi siamo i baciati dalla fortuna, o quelli che stanno simpatici alla Giunta, ma la realtà è ben diversa».

Gussoni non vuole entrare nel merito del mancato contributo comunale alla serata antimafia di Liberi di Pensare: non desidera polemiche nè con l’associazione nè con il Comune. Tiene però a precisare che il delicato momento attuale rende particolarmente suscettibili lui e tutti i soci di Comunità Giovanile. Il motivo è presto detto: Comunità Giovanile è stata tirata in ballo letteralmente per i capelli da quando Francesco Lattuada, consigliere comunale in quota An e tra i fondatori dell’associazione, è rimasto invischiato nell’inchiesta giudiziaria sul neonazismo in provincia dopo aver ospitato una nazi-rimpatriata in un locale di Buguggiate da lui gestito fino a pochi giorni fa. Proprio l’incendio del locale, replicato (ed egualmente rivendicato da una sedicente Vigilanza Democratica Territoriale) appena ieri su un’altra baita in Valsesia ricollegabile alla stessa coop, la Rivendell, presieduta da Lattuada, fu il punto d’avvio delle indagini, sfociate poi anche in una perquisizione anche alla sede di CG. «Ma a nostro carico non c’è tuttora assolutamente niente» ribadisce per la milionesima volta Gussoni: «non ci sono accuse contro di noi. E non ci stiamo a fare la figura degli intrallazzati col Comune, né ad alimentare un clima di contrapposizione ad ogni costo. Semplicemente, diciamo che così non si può andare avanti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2007
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