Confesercenti, squadra che vince non si cambia

Riconfermato il presidente Lorenzini e il direttore Lucchina per altri 4 anni. In una assemblea dove non è mancato il dibattito

Squadra che vince non si cambia. E così, l’assemblea di Confesercenti che si è svolta stamattina alle Ville Ponti ha visto la conferma di tutta la dirigenza in scadenza: presidente e direttore in testa. Più una new entry tra i consiglieri di Giunta, Mauro D’Errico.
Del resto, cambiare sarebbe stata una scelta suicida, visti i numeri sciorinati dal  presidente uscente-entrante Cesare Lorenzini nella sua relazione all’assemblea pronunciata poco dopo la sua seconda investitura: tipo il raddoppio degli associati negli ultimi 4 anni e un rapporto dimezzato con l’associazione concorrente, l’Ascom: che continua, naturalmente, ad avere storicamente la leadership. Ma nei confronti della quale è passata dall’incredibile rapporto 1:6 di una volta a un più limitato 1:3.

Un risultato raggiunto, innegabilmente, con una lunga serie di iniziative sul territorio. Ma anche grazie, forse, a quello che uno degli ospiti della tavola rotonda Alessandro Casarin, ha  definito “il caso Varese”: “un netto smarcamento dalle tradizioni politiche di sinistra che avevano fatto nascere l’associazione di commercianti per diventare apolitica, e perseguire gli interessi di categoria”.

Uno smarcamento che si è evidenziato soprattutto nella durissima relazione del riconfermato direttore Gianni Lucchina, che pure ha un background proveniente dalla politica di sinistra, di cui è stato parte attiva. Lucchina parla degli «sprechi» che continueranno «finchè ci sarà stato, regioni ed enti locali»,  riflette preoccupato del fatto che «il risanamento della finanza pubblica sia perseguito sempre e soltanto con maggiori entrate» e infine dice «basta con le angherie e i pregiudizi» del Governo nei confronti dei commercianti. Non male, come mazzate. Parole «qualunquiste» o «imbarazzanti» per alcuni degli antichi amici e altri colleghi all’uscita dalla Sala Andrea delle Ville Ponti, dove si svolgeva l’incontro. Ma che certamente volevano colpire al cuore – o alla pancia – di chi del commercio vive.

Scatenando, però, la reazione di chi è chiamato a governare il Paese: come Enrico Morando presidente della commissione bilancio del senato. Che ha ricordato, innanzitutto, come la discussione più feroce si concentri su una parte del bilancio dello Stato (la “Finanziaria”)  che gestisce solo i margini degli investimenti, valutando scelte e sprechi solo da lì. Mentre il lavoro segreto ma più importante del Governo è quello di ristrutturare il bilancio dello Stato in modo da renderne più leggibili le voci, e rendere più comprensibili gli sprechi, quelli veri.

E scatenando anche Bruno Tabacci, presidente della commissione bilancio alla camera dei deputati che, nonostante rappresenti la minoranza,  ha più volte richiamato «l’interesse generale» contro «gli interessi particolari» delle varie categorie, per riuscire ad avere davvero dei risultati a favore dell’intera Italia, e non qualche vantaggio per l’uno o per l’altro.

Con loro, alla tavola rotonda coordinata da Antonio Franzi, c’erano anche Marco Venturi, presidente nazionale di Confesercenti, il presidente di Camera di Commercio Varese Bruno Amoroso, il vicepresidente di Confesercenti Varese Raffaele Bernasconi, il vicedirettore di "Libero" Gianluigi Paragone e il giornalista e scrittore Oscar Giannino: ma di quest’ultimo rappresentante responsabile delle pagine di economia di "Libero", e della sua battaglia “contro le tasse” sponsorizzata questa mattina anche da Confesercenti (all’interno della cui assemblea è stato distribuito gratuitamente il libro “Contro Le tasse” firmato dall’acuto e provocatorio direttore di Libero Mercato, il supplemento economico di Libero), ne parleremo più diffusamente in un altro articolo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2007
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