Confrontiamoci da cristiani con l’Islam. Così si vince la paura

La Fondazione ambrosiana Paolo VI organizza a Villa Cagnola un incontro sulla libertà religiosa in Europa

“La libertà religiosa pietra miliare della nuova Europa”. Ci vuole coraggio a organizzare un convegno (19 ottobre, ore 15 e 30 – 20,  Villa Cagnola, Gazzada- Schianno) su questo tema in una terra dove lo scontro sulla costruzione di una moschea ha raggiunto toni e livelli preoccupanti. Il coraggio se lo sono dati l’Istituto superiore di studi religiosi e  la Fondazione ambrosiana Paolo VI, il Papa che affermava la necessità reale del dialogo tra le religioni.

Un’iniziativa che arriva subito dopo una settimana di convegni sull’ebraismo in Europa, segni di un’apertura che la Chiesa ritiene necessaria in un periodo dove prevalgono le urla e le spinte alla chiusura, al muro contro muro. Anche nella scelta del titolo (nel senso delle parole usate) c’è un coraggio notevole. Si parla di libertà religiosa, principio illuministico e sacrosanto in una democrazia moderna, e di pietra sulla quale il Vecchio Continente rinnova le sue fondamenta. Una scelta che non svilisce per niente il bisogno di affermazione dell’identità religiosa europea e delle sue radici ebraico-cristiane, tanto sbandierate nella volgare propaganda politica, quanto avvizzite nella pratica quotidiana.

«Nel futuro europeo – spiega monsignor Luigi Mistò – le religioni giocano un ruolo cruciale, perché gli uomini si riconoscono in questa storia e in questo cammino. Paolo VI affermava la necessità del dialogo, ma perché avvenga e sia fruttuoso occorre che parta da una coscienza chiara e forte della propria identità. Il confronto è quindi necessario e in questo l’Islam va aiutato».

Il tema  della decadenza della civiltà occidentale è uno dei punti cruciali nel dibattito religioso e culturale tra i musulmani. Di questo la Chiesa, e non solo, ne è consapevole, come conferma monsignor Luigi Stucchi: «Se ci sono segni di decadenza a maggior ragione non dobbiamo chiuderci, perché la chiusura sancisce ancor di più quella tendenza. I sostenitori dell’apertura sono quelli che rafforzano l’identità e il dialogo è la via maestra per affermarla. Mentre la paura è un segno di grande debolezza. La fede è la nostra comune radice di partenza».

«Questo convegno – aggiunge Luciano Vaccaro, segretario della Fondazione ambrosiana Paolo VI – è solo il primo di una serie di tre. Si tratta di incontri aperti a tutti»

Il convegno di venerdì prevede gli interventi del Cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, monsignor Luigi Mistò, docente alla facoltà teologica  dell’Italia Settentrionale,  Ernesto Galli della Loggia, editorialista del "Corriere della Sera", e Samir Khalil Samir, gesuita egiziano docente di storia della cultura araba e islamologia all’Università Saint Joseph di Beirut, Maurice Borrmans, missionario dei padri bianchi e docente al Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2007
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