Consiglio comunale, solidarietà ad Angioletto Castiglioni

"Stoppata" in ufficio di presidenza la mozione "politica" di Corrado (Rifondazione), se ne discute e approva in aula una più neutra: il consigliere va sull'Aventino

Il consiglio comunale vota la solidarietà ad Angioletto Castiglioni, ma trova lo stesso il modo di dividersi, con un consigliere che, sentendosi preso in giro, se ne va sul suo personale Aventino. La prima questione affrontata nella seduta del consiglio comunale di martedì sera è stata infatti la vicenda dell’aggressione verbale di un gruppo di naziskin all’ex partigiano e deportato, nonché cittadino benemerito. L’assemblea ha approvato un documento di solidarietà, e il presidente Speroni ha annunciato che sul tema si terrà un consiglio comunale aperto giovedì prossimo 11 ottobre. Scontata e sacrosanta solidarietà a parte, il risultato netto è stato un ceffone in faccia alla sinistra, il cui documento non è stato neppure discusso in aula: ne è seguito l’abbandono del consiglio per protesta da parte del consigliere di Rifondazione Comunista Antonello Corrado.

La seduta aveva avuto un breve anticipo all’ingresso del Municipio di via Fratelli d’Italia con un nuovo presidio antifascista delle sinistre. Le circa cinquanta persone che vi hanno preso parte si sono poi recate in sala consiglio. La mozione Corrado, che l’ufficio di presidenza ha rifiutato di mettere in discussione in aula, chiedeva di ricostituire il comitato antifascista cittadino, rivedere la denominazione della Fondazione Blini e azzerarne il CDA, rendere pubblici "i rapporti esistenti tra l’Amministrazione e Comunità Giovanile, i finanziamenti erogati alla stessa e per quali genere di iniziative", e infine di promuovere e sostenere delle iniziative pubbliche sul tema dell’antifascismo, fra cui, ad esempio, un "Busto Antifascista Fim Festival", coda tematica del BAFF, per la settimana del 25 aprile. La mozione poi votata da tutto il resto del consiglio, e stilata da Mario Cislaghi (gruppo misto), sottolineava invece la memoria dell’"esperienza di coraggio e fedeltà ai valori della patria che gli internati ci hanno affidato, patrimonio di tutti", e della loro "voglia di libertà e giustizia" alla base della stessa idea di Europa "che i nostri figli hanno il dovere di portare a compimento". Nel ribadire solidarietà ad Angioletto Castiglioni (abituale frequentatore della sala consiglio, ieri assente ndr) si ricordavano infine "i valori più cari della nostra società: libertà, sicurezza, pace e prosperità". Una mozione, quella di Cislaghi, che ha "sorpassato" in ufficio di presidenza quella di Corrado, causandone l’indignata e pubblica uscita di scena.

«Noi ormai abbiamo paura quando usciamo di casa» ha detto Corrado prima di andarsene. «Fin quando non si discuterà il nostro documento non mi farò vivo in aula». A Corrado è andata la solidarietà di Marta Tosi (gruppo misto) e più velatamente, per il metodo usato contro di lui, quella di Luigi Rosa (Busto Civitas), il quale osservava tuttavia come un abbandono dell’aula non dà più valore alle ragioni del consigliere. «Non è il momento di fare i settari» chiosava invece Alberto Grandi per l’Ulivo, mentre Farhanghi (Forza Italia) negava qualsiasi intento vessatorio verso Corrado, spiegando invece che si sarebbe voluto affrontare la sua mozione «secondo le vie canoniche». Dopo la difesa di Comunità Giovanile (e di se stesso) da parte di Francesco Lattuada, Gianfranco Tosi (Lega Nord), a Corrado ormai assente, parlava chiaro: «Non siamo d’accordo che si facciano delle forzature, non è corretto legare a certi episodi operazioni strumentali, discussioni e procedure forzate». In altre parole: a destra come nel centrosinistra, non ci si è vouti prestare a quella che era vista come una strumentalizzazione. Duro anche Gianfranco Bottini, per Forza Italia: «In questo documento si parla del centrodestra in termini in cui non mi riconosco: noi siamo intolleranti verso ogni forma di totalitarismo e violenza. Meno male che Corrado ha avuto il buonsenso di darsela a gambe per tempo, o non so come finiva la discussione». Chiudendo l’argomento prima del voto di unanime approvazione da parte dei consiglieri presenti, il sindaco Farioli ha poi contrapposto l’uscita dall’aula di Corrado («gesto politico») a quella di Angioletto Castiglioni durante la precedente seduta di consiglio, proponendo quindi che sia proprio il reduce dei campi di concentramento nazisti a rappresentare Busto Arsizio domenica prossima alla cerimonia di commemorazione della strage di Marzabotto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2007
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