Critici i sindacati: «Vogliamo chiarezza»

Cgil, Cisl e Uil puntano il dito contro il sistema regionale che marginalizza la sanità pubblica. Sul black out dura anche la Fials: «Basta con questo scempio»

La paralisi del nuovo monoblocco di lunedì scorso ha fatto scattare l’allarme sulla gestione globale della sanità lombarda: « CGIL CIL UIL Provinciali – affermano in un comunicato i Confederali –  credono che, al di là delle doverose inchieste per individuare responsabilità soggettive di chi ha mal operato mettendo a repentaglio la salute dei cittadini, occorra fare una valutazione più generale che ci consenta di comprendere il senso di quello che sta succedendo. Già all’inaugurazione fummo fermi nell’esprimere la nostra preoccupazione rispetto ad una accelerazione dei lavori per giungere in tutta fretta all’apertura della struttura. 

In realtà bisognerebbe rendere evidente una gestione regionale della sanità che continuando ad alimentare ed incrementare il finanziamento del privato marginalizza l’attività nei confronti della sanità pubblica, salvo poi pretendere l’impossibile rispetto dei tempi nella consegna lavori e l’apertura di strutture senza il necessario periodo di sperimentazione mettendo a repentaglio l’efficienza della struttura. 

Anche in questo caso, drammaticamente visto che si gioca sulla pelle di persone in carne ed ossa, la politica regionale mostra la corda e impone una seria riflessione sulla necessità di rimettere l’intervento pubblico in materia sanitaria al centro dell’attenzione.

Si abbia il coraggio di fermarsi e ripartire con il collaudo e la verifica sperimentale di tutta la nuova struttura anche con l’interruzione, se necessario, di tutte le attività e si abbia altresì il coraggio di ammettere che siamo al capolinea rispetto ad una concezione che privilegiando gli interessi privati in sanità penalizza in modo non più tollerabile il sistema pubblico.

Ci chiediamo peraltro come risponderanno del loro operato e delle loro responsabilità i vecchi e nuovi dirigenti sanitari, visto che solo grazie all’alto senso di responsabilità e professionalità degli operatori non si è ancora verificato il collasso dell’intera struttura».

 

E di professionalità degli operatori parla anche il comunicato della Fials provinciale: « È ora di dire basta a questo "scempio", la Fials chiede che i responsabili di tutto ciò vengano fuori. 

Non è  più possibile assistere a una situazione che sfiora, ormai,

L’immaginario collettivo. Sono mesi che il nuovo ospedale non trova pace, ogni girono ce n’è una, con una escalation di episodi sempre più gravi fino a quello del completo blackout che ha tenuto per un ora l’ospedale senza energia elettrica. È ora che qualcuno ci spieghi di chi sono le colpe di questi gravissimi episodi di mala-gestione.

Ogni giorno operatori e personale dipendente, di questa azienda, operano con ritmi incessanti garantendo sempre e comunque la propria assistenza a tutti i pazienti, ma è ora dire basta a tanta inefficienza, che mette a rischio personale e utenza. Basta con i ringraziamenti del direttore generale che riconosce l’operosità dei lavoratori, vogliamo fatti concreti che diano sicurezza sul proprio posto di lavoro.

Chiediamo un intervento forte della Regione e del Presidente, che non deve ricordarsi di Varese solo per spirito di passerella, ma deve far sentire la sua autorevolezza visto che è anche responsabile della Sanità lombarda. 

Abbiamo fiducia nella magistratura, che speriamo faccia chiarezza su tutti gli episodi accaduti, fino ad oggi, a questo ospedale che sempre di più fa rimpiangere il vecchio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2007
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