Destra e Sinistra nell’Europa del XXI secolo

Che cosa distingue destra e sinistra? L'economia che punta allo sviluppo indiscriminato è capace di assicurare benessere? A queste domande risponde il libro di Tonino Perna

Tonino Perna è sicuramente uno degli esponenti della sinistra sociale che più ha a cuore l’unione tra riflessione teorica e prassi quotidiana, al fine di disegnare le caratteristiche di una società più sobria, sostenuta da una vasta rete di partecipazione dal basso, venuta mena la cosiddetta religione dello sviluppo.

Fondatore di una delle organizzazioni non governative (il CRIC) che fra le prime si è occupata del rapporto con il Sud del mondo e noto per il volume " Fair Trade" , è stato recentemente presidente del Parco dell’Aspromonte , sperimentando un modello di lotta contro gli incendi fondato sulla prevenzione ed il coinvolgimento responsabile di imprese, associazioni, popolazione di quel territorio.

Si può ritenere minimalista e da socialismo romantico la sua insistenza per la costruzione di piccole utopie concrete. Ma non trascurare come essa risulti affascinante e mobilitante per quelle nuove generazioni che si sono affacciate alla politica dopo l’ascesa del neo-liberismo autoritario e la crisi delle organizzazioni di massa politiche e sindacali.

Perciò, anche per queste ragioni ed analizzare le motivazioni etico-sociali che animano i diversi conflitti di natura territoriale sviluppatisi nella nostra penisola da Scanzano in poi, diventa includibile misurarsi con il suo ultimo e brillante contributo " Destra e Sinistra nell’Europa del XXI secolo", ove Perna mette a fuoco le mutazioni che hanno sconvolto le distinzioni secolari tra i due schieramenti politici.

Infatti, se per Norberto Bobbio il principio di eguaglianza e la critica al mercato capitalistico erano i temi che dividevano nettamente la sinistra dalla destra, bisogna prendere atto che le nozioni di mercato, competitività, privatizzazioni di beni e servizi storicamente a gestione statale, hanno fatto breccia anche nella sinistra a vocazione socialdemocratica, la quale, riducendo la sua funzione politica a pura competizione di leadership per la gestione del potere sull’esistente, ritiene da anime belle attardarsi nella critica alla dilagante mercificazione delle relazioni sociali.

Pertanto, non solo per questa strada la destra ha rafforzato la sua egemonia nella società, imponendo sostanzialmente i suoi valori di fondo, ma è pervenuta all’unificazione dell’anima neo-liberista con quella neo-fascista, propugnando l’equazione deterministica che il benessere economico proviene dal dispiegarsi su scala mondiale dal libero commercio.

Quel che non torna nei conti della nuova destra, secondo Perna, è la fase di putrescenza in cui è entrato il capitalismo, per cui non solo alla crescita economica non corrisponde un maggior benessere, ma si acuisce la polarizzazione sociale e la nuova classe dominante si contraddistingue " più per il suo rapporto con i mezzi di distruzione che con i mezzi di produzione ".

Perciò la tendenza alla guerra e la scelta del Keinesismo militare – appaiono le risposte più evidenti alla fase terminale della crisi del capitalismo, unitamente all’emergere di una borghesia che Perna acutamente definisce criminale e deviante: l’affermarsi delle mafie su scala planetaria , che controllano tutte " le produzioni di merci a valore d’uso negativo per la società e per l’ambiente " , si salda con quelle forme di potere statuale miranti alla difesa dell’esistente.

Quindi, per Perna, questa borghesia criminale in convergenza con la nuova destra neo-liberista mette a repentaglio gli stessi valori fondanti lo stato liberale, con il paradosso che gli stessi trovano ora nella sinistra socialdemocratica i suoi più strenui difensori.

Perna giudica insufficiente pur se necessaria questa linea difensiva: per opporsi al predominio delle destre urge un deciso cambio di paradigma della sinistra, ove il terreno dei beni comuni, di un nuovo municipalismo, della crescita come rivalutazione dei valori d’uso e assunzione del senso del limite , rifondino l’immaginario collettivo e sociale.

Infine, se non è condivisibile il suo giudizio liquidatorio sull’obsolescenza delle forme di organizzazione ereditate dal Novecento ( i partiti e i sindacati), certamente Perna coglie nel segno quando individua nella democrazia partecipativa il vero spartiacque tra sinistra e destra, a fronte soprattutto dei rischi di una deriva autoritaria e plebiscitaria delle democrazie sorte dalla resistenza.

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Tonino Perna
Destra e Sinistra nell’Europa del XXI secolo
pagg. 178
€ 10,00
Terre di Mezzo Editore

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2007
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