E’ morto monsignor Danzi, big del Vaticano nato a Viggiù

Era arcivescovo di Loreto e si è spento a causa di un male incurabile

E’ morto l’arcivescovo di Loreto, Monsignor Gianni Danzi. Varesino di Viggiù, si è spento questa mattina a Barasso. La notizia della sua scomparsa è stata accolta con grande commozione dal mondo cattolico. 67 anni, Danzi aveva passato la gran parte della sua missione lontano da Viggiù, ma aveva mantenuto solidi legami con la famiglia di origini che ancora nei giorni scorsi era venuto a visitare per l’ultima volta. Era compagno di messa di Gianfranco Ravasi e di Luigi Stucchi.

Aggredito da un male incurabile, è scomparsodopo lunga malattia e i suoi funerali saranno celebrati a Loreto venerdì prossimo, 5 ottobre, alle ore 10, presieduti dal cardinale Sergio Sebastiani (in rappresentanza di papa Benedetto XVI) e concelebrato dal cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, dai vescovi delle Marche e dall’intera comunità sacerdotale di Loreto.

Vicino al movimento di Comunione e liberazione, Danzi (nella foto accanto, al funerale di Floriano Bodini che ha celebrato con monsignor Macchi, morto anch’egli nell’aprile del 2006) aveva conosciuto Karol Wojtyla al tempo dei pellegrinaggi a Czestochowa  e da questi era stato chiamato in Vaticano. Nel 1961 è entrato in seminario ed è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Lugano nel 1966, successivamente ha ricoperto l’incarico di parroco a Leontica e infine a Bellinzona fino al 1982. Dal settembre del 1982 si è trasferito a Roma, dove è responsabile della Segreteria Internazionale di Comunione e liberazione fino al 1985. Il 24 maggio 1996 è stato consacrato vescovo nella Basilica di San Pietro in Roma e aver anche ricoperto incarichi di prestigio nell’amministrazione del vaticano. Da due anni era arcivescovo di Loreto, aveva partecipato, insieme a papa a Benedetto VI,  all’incontro con i fedeli dello scorso 2 settembre.


Il suo ultimo saluto e’ stato letto domenica scorsa proprio nella basilica di Loreto
: «Carissimi, vorrei farvi giungere notizie sulla mia salute – scriveva – che al momento mi tiene lontano da Loreto. Mi trovo a Varese presso i miei familiari per un periodo di cura e riposo. Certamente i preparativi per la venuta di sua Santità Benedetto XVI e la morte di mia cognata hanno contribuito a un eccessivo affaticamento. Tutto ciò è stato ed è per me un richiamo al fatto che il tempo si fa breve. Sento sempre più portarmi all’incontro definitivo con Cristo, che dalla Croce continua a dirci: ‘Attirerò tutti a mè. Se ci attira è perché in Lui siamo stati concepiti prima che il mondo fosse».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2007
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