Ecco il bonus bebè, ma solo per i tradatesi doc

500 euro per tutti i nuovi nati, entrambi i genitori devono avere la cittadinanza e almeno da 5 anni essere residenti in città. Ulivo: «Anticostituzionale»; Lega: «Questione di priorità»

Approvato il bonus bebè di 500 euro. Ma solo per i tradatesi doc. L’ultimo consiglio comunale ha infatti approvato il regolamento che stabilisce chi avrà diritto alla somma: tutti i nuovi nati, ma entrambi i genitori devono avere la cittadinanza italiana (quindi in Italia da almeno 10 anni) e devono essere residenti a Tradate da almeno 5 anni. A Tradate nascono in media, ogni anno, 160 bambini, si parla quindi di un investimento di circa 80 mila euro lanno.
In seguito al regolamento approvato non sono mancate le polemiche: «Vi è un problema di discriminazione – spiega  Luca Carignola per il gruppo Ulivo per Tradate -, essendo il contributo rivolto solo a bambini nati da coppie italiane, e non anche a comunitari ed extracomunitari regolarmente residenti, che fa dubitare seriamente della compatibilità del regolamento approvato con la Costituzione e la normativa vigente».

«Nessun problema – risponde l’assessore al bilancio della Lega Nord, Davide Fratus -. Secondo noi della lega bisogna dare una priorità a chi è da più tempo sul territorio e paga da sempre le tasse a Tradate. Ed anche il discorso dei cinque anni di residenza va in questa direzione. Per quanto riguarda gli stranieri ci sono provvedimenti per dare sostegno agli immigrati anche se sono clandestini; altri contributi, invece, vengono dati con la regolare residenza, come i nostri servizi sociali, che quest’anno godono in generale di un investimento di ben 3 milioni di euro. Il nostro bonus bebè è un passo in più che si è scelto, per il momento, di limitare ai soli italiani. È uno sprono alla buona integrazione, piano piano si aggiungono così nuovi diritti per chi diventa cittadino tradatese».

Altra osservazione mossa dal centrosinistra riguarda anche la cifra assegnata: «È stata snaturata la proposta avanzata dal centrosinistra nella scorsa legislatura – prosegue Carignola -: un provvedimento di carattere assistenziale a vantaggio delle famiglie in difficoltà economiche si è trasformato in un premio di 500 euro per chi fa figli, sebbene non ci sia un reale problema di natalità a Tradate, senza distinzioni di reddito. Ferme queste critiche, siamo consapevoli che il cosiddetto bonus bebè in concreto verrà erogato anche a persone che realmente ne avranno bisogno, e per questo motivo non abbiamo votato contro la sua istituzione ma ci siamo limitati ad astenerci».

«Il Bonus bebè non è stato inquadrato come servizio sociale ma come bonus, appunto, un incentivo alla natalità, quindi per tutti – risponde l’assessore al Bilancio -. Per le famiglie bisognose ci sono già i servizi sociali che le sostengono. Per quanto riguarda la partenità non c’è da discutere: il centrosinistra aveva proposto uno sgravio sulla tassa rifiuti, ma legare la natalità ai rifiuti ci sembrava francamente brutto. Noi abbiamo preso come buona la proposta come aiuto per le nuove nascite, lo abbiamo trasformato da sgravio fiscale a bonus, da 200 euro a 500 euro. E non ci sembra poco».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2007
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