«Facciamo le fontanelle con l’acqua frizzante»

La simpatica proposta del consigliere Cacioppo: erogatori di acqua pulita gratuita per educare al risparmio. E c’è anche quella con le bollicine

La proposta, a prima vista, può sembrare oziosa, ma in realtà l’acqua frizzante è solo uno degli aspetti, il più curioso, di un progetto molto più ampio. Una sorta di stazione di servizio dell’acqua, gratis e pubblica, da mettere in uno o più punti della città, e a disposizione dei cittadini. (guarda l’immagine nel link)
La “Casa dell’acqua” proposta dal consigliere comune dei Ds Emiliano Cacioppo durante l’ultimo consiglio comunale , avrebbe diversi erogatori (le fontanelle) a disposizione e una particolarità: sarebbe ulteriormente filtrata rispetto a quella che esce dai rubinetti di casa.
Ottenendo, in questo modo, due obiettivi. Primi, meno calcare, meno sabbia, meno sostanze difficilmente assimilabili dall’organismo. Secondo: meno consumo di plastica. Ma anche una sfaccettatura che non farà piacere a qualche multinazionale: la concorrenza del servizio pubblico al gran consumo di acque minerali nei supermercati.
Un’idea che in alcuni comuni del milanese è già stata applicata. Tasm, un consorzio pubblico partecipato da enti locali, ha aperto già in quattro paesi la “casa dell acqua” e a breve aprirà altre due stazioni: San Donato Milanese, Pieve Emanuele, Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul naviglio, Corsico.  A Cesano Boscone, ad esempio, hanno messo in piede la stazione di rifornimento all’interno di una vecchia cascina lombarda.
Con una superficie di circa 30 metri quadrati (incluso un patio di accoglienza), ha tre rubinetti d’acqua in una zona coperta, aperta al pubblico. Il primo eroga acqua naturale, prelevata dall’acquedotto e ulteriormente filtrata, dal secondo esce acqua fredda,  il terzo fornisce acqua fredda gasata.
E i costi? «Circa 50mila euro – spiega Emiliano Cacioppo – a fronte di un vantaggio ambientale e anche economico per i cittadini che in questo modo avrebbero acqua ancora più pulita gratuitamente. Una società come Aspem credo si possa permettere questo investimento».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2007
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