“Ferrovie: sciolto il nodo, si leghi il sindaco”

Il consigliere comunale dell'Ulivo Alessandro Berteotti ricorda i perduranti problemi dei pendolari, bustocchi e non, e invita Farioli a mantenere le promesse

 

Riceviamo e pubblichiamo

Il 9 settembre 2007, con una
pomposa cerimonia alla Stazione Cadorna di Milano, le Ferrovie Nord hanno
festeggiato l’inaugurazione del quadruplicamento della linea Cadorna-Bovisa,
una innovazione attesa 20 anni.

Il Presidente Achille
assicurò che con il completamento di quest’opera ora finalmente i treni
potevano viaggiare in perfetto orario: sarà anche vero nel mondo dei tecnici,
ma ai poveri pendolari questo proprio non risulta. Anzi, già sapevano che non
sarebbe stato così.

Il materiale viaggiante, già
insufficiente e inadatto cinque anni fa, non ha subito alcuna innovazione. Se
fossimo in Svizzera, dove l’età massima di un treno per circolare è trent’anni,
almeno la metà dei mezzi che ora servono gli utenti delle Nord non potrebbe
viaggiare ma noi, furbescamente, affittiamo proprio il materiale che la
Svizzera mette in disuso, quello che da loro è vecchio, e ci facciamo viaggiare
i nostri pendolari.

Capitano così settimane
disgraziate come quella appena trascorsa, dove per ben due mattine consecutive
viene fatto fermare il Malpensa Express a Busto Arsizio per il ritardo
accumulato dal Novara-Milano nella tratta precedente la nostra stazione, ma il
terzo giorno, non si sa per quale motivo, forse per timore di dover ammettere
che quella famosa sua seconda fermata oraria, che ancora attende una risposta
ufficiale, è ormai inderogabile, il nostro bel treno ci sfreccia davanti e
immediatamente dopo l’altoparlante annuncia il solito ritardo del Novara della
stessa entità dei giorni precedenti. Mistero buffo.

Per la cronaca: ieri i treni
del mattino per Milano delle 7.36 e 8.36 hanno avuto circa 20 minuti di
ritardo; in particolare l’8.36, composto da soli tre vagoni, era già pieno ed
ha comunque caricato ancora decine e decine di passeggeri, stipati come
animali.

Ed oltre al danno, ogni
giorno si somma la beffa a sempre più utenti delle Nord, costantemente in
crescita nel numero negli ultimi 10 anni, dove ormai a Busto i treni si
riempiono e non c’è più posto a sedere per gli utenti delle stazioni successive.

Non possiamo chiedere treni
con più carrozze perché carrozze non ce ne sono più, inutile chiedere altri
treni sulla linea per lo stesso identico motivo. Per vedere circolare sulle
Nord qualche treno nuovo dovremo aspettare la prossima primavera ma, se le
informazioni che abbiamo sono corrette, non ne sono previsti per la linea
Novara-Milano.

Ed è altrettanto inutile
interrogarsi sull’entità e sulla necessità reale di ingenti spese in corso
sull’assetto della rete ferroviaria, ma quanti treni si è “mangiato” il nuovo
Tunnel di Castellanza? E perché la piccola Castellanza ha ottenuto quel che
voleva mentre Busto deve sempre abbassare la testa?

I disagi del servizio ed i
privilegi di Malpensa, il parcheggio auto ed il deposito biciclette sia alle
Ferrovie dello Stato che alle Nord, i lavori in via Gioberti che segneranno
comunque il territorio con profonde cicatrici dopo i problemi di questo
periodo, vedono Busto Arsizio sempre in una posizione supina verso i Potenti di
Milano e inefficace, se non addirittura assente, nei confronti dei concittadini
ed utenti in genere.

Allora, dopo la visita
estiva dell’Assessore ai Trasporti della Regione Lombardia Cattaneo a Busto
Arsizio, dove le promesse si sono sprecate e dove alle domande lecite degli
utenti manca la cortese risposta di tutti, amministratori delle Nord e politici
milanesi e varesini, forse sarebbe il caso che il signor Sindaco Farioli si
ricordasse delle promesse fatte e delle osservazioni scritte, e finalmente faccia
quella famosa ed eclatante azione che annunciò lo scorso anno, di mettersi sui
binari nel caso le nostre istanze non fossero state ascoltate.

In quel caso, ci dica dove e
quando, i pendolari ferroviari saranno fisicamente con lei.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2007
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