Fontina svedese o parmisan americano? In mostra i tarocchi della tavola

Dai fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria all'olio "Pompeian" del Maryland: Coldiretti organizza un'esposizione per difendere il made in Italy

Dalla mortadella Bologna di carne di tacchino al gorgonzola americano, dalla fontina svedese al salame milaneza del Portogallo, fino al chianti della California: sono questi i falsi che affliggono da tempo il made in Italy sulle tavole mondiali. Un fenomeno da combattere con i marchi e la comunicazione, ma anche con una buona dosa di autoironia.

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Prodotti tipici: arriva il parmigiano taroccato 4 di 6

Per questo è nata, a Cernobbio, la mostra "Falsi dal mondo: pezzi unici provenienti dai diversi continenti", con più di 100 prodotti improbabilmente italiani. "E’ il caso – spiega la Coldiretti – dei formaggi tipici dove il Parmesan è la punta dell’iceberg diffuso in tutto il mondo, ma c’è anche il Romano prodotto nell’Illinois con latte di mucca anziché di pecora, il Parma venduto in Spagna senza alcun rispetto delle regole del disciplinare del Parmigiano Reggiano o la Fontina danese e svedese molto diverse da quella della Val d’Aosta, l’Asiago e il Gorgonzola statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia".

Una vera e propria esposizioni di tarocchi, che portano via buona parte del potenziale economico dei nostri sapori. Non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come il Pompeian olive oil che non ha nulla a che fare con i famosi scavi, ma è prodotto nel Maryland, o quello Romulo dalla Spagna con la raffigurazione in etichetta di una lupa che allatta Romolo e Remo. Spaghetti napoletana, pasta milanesa, tagliatelle e capellini milaneza prodotti in Portogallo, linguine Ronzoni, risotto tuscan e polenta dagli Usa e penne e fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria sono alcuni esempi di primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano: pomodori pelati “grown domestically in the Usa” o i pomodorini di collina cinesi e la salsa Bolognese dall’Australia. Non sfugge al tarocco anche il vino simbolo del Made in Italy come il Chianti “clonato” nella Napa Valley in California mentre tra le curiosità da ricordare l’Amaretto Venezia prodotto in Germania in una bottiglia la cui forma imita quella dell’Amaretto di Saronno, il caffè Trieste italian roast espresso prodotto in California con confezione tricolore come i biscotti Stella d’oro prodotti nello Stato di New York (USA).

Questa surreale mostra degli orrori è ospitata da Villa d’Este dal 19 ottobre, nell’ambito del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2007
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