Galmarini in prima linea per l’emergenza

Quasi 80 i casi affrontati all’ospedale cittadino lunedì mattina dopo il black out dell’ospedale varesino. Il direttore sanitario: «Ottimo lavoro del personale»

Il Pronto Soccorso del Galmarini di Tradate ha retto all’emergenza. I casi dirottati dall’ospedale di Circolo di Varese, chiuso per un Black out, e indirizzati al nosocomio tradatese, hanno sorpreso i medici del Galmarini, ma la situazione è stata tenuta sotto controllo. Quasi ottanta gli accessi registrati nella mattinata di lunedì, quando di solito, in media, sono una cinquantina le presenze di un normale lunedì mattina al Pronto Soccorso.
Tre medici e cinque infermieri hanno fatto fronte alla situazione: «Per fortuna non ci sono stati casi particolarmente gravi: «Siamo il presidio più vicino ed è normale abbiano dirottato tutti qui – siega Saverio Chiaravalle, responsabile del Pronto Soccorso del Galmarini -. Si è trattato di normale routine e di casi particolarmente seri non ce ne sono stati. E nemmeno momenti di tensione, a parte un extracomunitario che si è spazientito per l’attesa, ma che ha capito subito la situazione».

Alle 12 e 30 di lunedì mattina i casi in coda al Pronto Soccorso erano una quindicina. «Inevitabile vi siano stati momenti di tensione o discussioni, ma come tutti i giorni – aggiunge il dirigente medico di presidio del Galmarini, Brunella Mazzei -. Dal punto di vista orgnaizzativo il comportamento del personale è stato ineccepibile».
«Sono venuto qui per ringraziare i dipendenti per il lavoro che hanno svolto – ha spiegato Pietro Zoia, direttore dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, di cui il nosocomio di Tradate fa parte -. Nonostante sia un lunedì, giornata particolarmente difficile per tutti i Pronto Soccorso, è stato fatto un ottimo lavoro. Mi sembrava giusto essere qui e dire grazie a tutto il personale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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