Ghiaccio dal cielo? Furia: “Ricordo il ‘bombardamento’ del ’92”

Il direttore del Centro geofisico prealpino racconta dei precedenti: ma la colpa potrebbe essere di un aereo proveniente da Oltralpe

Dopo la misteriosa caduta del blocco di ghiaccio sulla casa di Cocquio avvenuta ieri, che ha danneggiato il tetto di una villetta, sono state diverse le ipotesi avanzate sulla provenienza del "proiettile", dalle anomalie del maltempo a quella, classica, del ghiaccio staccatosi da un aereo di passaggio. Abbiamo parlato con il professor Salvatore Furia, fondatore e direttore del Centro Geofisico Prealpino di Varese, che ha analizzato il fenomeno da un punto di vista scientifico.

«Escludo innanzitutto l’ipotesi del maltempo, viste le temperature di gran secco della giornata di ieri – spiega Furia – Difficile anche pensare a ghiaccio formatosi sul carrello di un aereo, a causa dell’umidità: dai dati metereologici risulta che anche ad alte quote, a 2300 e 2700 metri d’altitudine, c’era un’umidità del 30%, quindi anche qui gran secco. Per quanto riguarda una possibile fuga d’acqua dalla cabina dell’aereo, la escludo perché se ci fosse stata una fuga ci sarebbe stato anche uno squilibrio nella pressione della cabina, che sarebbe scoppiata. Potrebbe essersi trattato di un aereo che proveniva da Oltralpe, forse dalla Germania, in una zona di perturbazione atmosferica». Servirebbero altri elementi per avere una certezza: una conferma da parte della direzione aeroportuale regionale di Linate sull’effettivo passaggio di un aereo nella zona in cui è caduto il blocco di ghiaccio, e l’analisi fisico-chimica del ghiaccio, che se staccatosi da un aereo dovrebbe contenere impurità come particelle di grasso o frammenti di vernice. 

Nella sua lunga esperienza il professore ricorda un altro episodio di "ghiaccio in caduta libera": «Nel 1992 c’è stato un vero e proprio florilegio di cadute di ghiaccio, a Cocquio ma anche a Casciago e persino a Varese, a Villa Toeplitz… un blocco cadde nella fontana della villa e un altro vicino alla dependance. Anche allora c’era l’ipotesi del ghiaccio sul carrello di un aereo, ma non si riuscì a verificarla. Purtroppo, ci furono anche casi di buontemponi che si misero a fare lanci di blocchi di ghiaccio e ostacolarono ancora di più l’analisi dei fatti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2007
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