Gli studenti di informatica: “Si sono dimenticati di noi”

In una lettera uno studente si lamenta dei disagi dei ragazzi del corso, cui mancano gli spazi per lavorare. Dall'ateneo: «Stiamo provvedendo»

Tornano a farsi sentire gli studenti dell’ateneo dell’Insubria. A problemi come la cronica mancanza della mensale infiltrazioni nella sede di via Monte Generoso, la mancanza di spazi per gli studenti, si aggiungono alcuni disagi che riguardano soprattutto gli studenti di Informatica.
In una lettera (che pubblichiamo integralmente sotto) stavolta è uno studente del corso di laurea in Informatica a lamentarsi dei disagi della nuova sede: dalla mancanza di uno spazio dedicato allo studio e al lavoro con i computer portatili, strumento quotidiano per i ragazzi di questo corso – non ci sono infatti le prese per attaccare gli alimentatori – a problemi nella connessione wireless di ateneo. Problema, il primo, confermato anche dall’ateneo. «Siamo a conoscenza dei problemi degli studenti di informatica – dice Giancarlo De Luca, delegato del rettore per l’edilizia di ateneo – stiamo già provvedendo per rispondere alle loro esigenze. E’ vero che ci sono ancora alcuni disagi, ma la sede di via Monte Generoso è stata consegnata da poco, e per poterla rendere disponibile al più presto è stata aperta quando non tutto era stato perfettamente ultimato». Agli informatica non resta che attendere…


Egregio direttore,

Noi studenti pensavamo che il trasferimento di alcuni corsi dell’ Università dell’Insubria nella nuova struttura di via M.te Generoso e nel padiglione Morselli di via Rossi, avrebbe portato solo vantaggi, in quanto la struttura di via Ravasi è visibilmente in stato pericolante e logisticamente poco idonea ad ospitare un università. L’unica pecca doveva essere quella che il nuovo polo universitario è lontano dal centro della città, ed eravamo pronti ad accettarla. Ci sbagliavamo.
Padiglione Morselli. Mi reco alla ricerca di un’aula per accomodarmi con un pc portatile e un amico col quale devo svolgere un progetto didattico. Al Morselli le aule studio sono in silenzio di tomba, non si può parlare nè fare rumore con i tasti del pc. Lecito, è una sala studio… In via Ravasi non esisteva un ambiente dove studiare in totale silenzio. Ottima cosa.
Mi viene suggerita la stanza delle macchinette: 3 tavoli ovviamente occupati, e un fracasso incredibile. Non c’è un altro posto in cui poter stare, se non il corridoio. Ma li, comunque, la connessione wireless non arriva. Nelle aule, ci viene detto, non si può stare.
Andiamo al padiglione di via Monte Generoso, dai. Coda di auto in ingresso ed uscita. Il cancello permette il transito di una sola auto alla volta. Anche il vialetto è stretto, due auto ci passano a malapena perchè sul lato parcheggiano le auto che non trovano posto nei due parcheggi. So di un amico che ha preso una multa per divieto di sosta. Avrebbe dovuto parcheggiarsela in tasca la macchina, in effetti.
Entriamo. La struttura è nuova, bella, moderna, accogliente. E anche calda, dicono i più freddolosi.
Tante aule grandi, spaziose e tecnologiche. Faccio il confronto con quelle di via Ravasi, aule di fortuna, improvvisate. In una c’era pure un rubinetto senza il lavandino sotto. Qua è tutto molto più bello.
Mi dicono che al primo piano c’è un’aula studio. Wow! Tanti tavoli, gente che studia e gente che gioca a carte schiamazzando. Un dejavù. Mi era arrivata una mail in cui si pubblicizzava e si invitava gli studenti a utilizzare la rete wireless dell’edificio, esaltandone le prestazioni e la novità di questo tipo di servizio. Vediamo che c’è il dispositivo wireless, bene. Ma la connessione funziona a tratti. Assistiamo al cambio del dispositivo. Non cambia nulla, e così fino al momento in cui scrivo. Ma come? Siamo ad informatica, e la wireless non funziona mai?
Mi capita intanto di sentire studentiti della Facoltà di Economia arrabbiati perchè entra acqua dal tetto. Ma come? In una struttura nuova e tecnologica, entra l’acqua dal tetto?
Intanto sto ancora cercando un posto tranquillo per svolgere il progetto con il mio amico. Entro in un laboratorio con dei pc, ci sono ragazzi che in tranquillità fanno gruppo di studio. "Posso gentilmente occupare quel tavolo in fondo col portatile?"    "Siete di informatica?"   "Si…"    "No mi dispiace, qua è economia. Andate nel vostro laboratorio." Diamine, che brutta gente quelli di informatica… In via Ravasi il laboratorio di Informatica era l’unico funzionante, e tutti lo usavano. Forse se fossi entrato facendo finta di niente non se ne sarebbe accorto nessuno, e avrei lavorato tranquillo come facevano gli altri.

Ci rechiamo quindi in questo laboratorio, anche questo bellissimo in confronto a quello vecchio. Tavoli ampi, sedie imbottite. Forse riusciamo a iniziare il nostro lavoro. Ma questo articolo lo scrivo da uno dei pc dell’università e non dal mio portatile, e sapete perchè? Perchè il mio portatile è scarico, e non posso attaccarlo alla presa di corrente perchè [cit.] "le prese a muro sono fragili, quando si stacca la spina viene via tutta la presa con scatoletta annessa, e allora abbiamo vietato di attaccare i portatili".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2007
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