Grande tributo a Davis con il “Roberto Gatto Special Quintet”

Posti esauriti, ieri, venerdì 5 ottobre, per il primo appuntamento del "Gallarate Jazz Festival"

Un salto nel blues degli anni ’60, un’atmosfera calda ed attenta. Un pubblico silenzioso e teso ad ascoltare ogni piccola vibrazione della musica. Il teatro carico di emozioni e una platea pronta a ricevere ogni sfumatura e a rispondere con numerosi applausi alle note precise ed intonate degli artisti. E’ questo ciò che si riserva ai grandi artisti e che ieri sera, venerdì 5 ottobre al Teatro Condominio "Vittorio Gassman", è stato regalato dal pubblico da un quintetto di star del jazz italiano ed internazionale.

La quinta edizione dell’ormai consolidato “Gallarate Jazz Festival” è stato infatti inaugurata dal “Roberto Gatto Special Quintet”. Dado Moroni al pianoforte, Flavio Boltro alla tromba, Daniele Scannapieco  al sax, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria sono stati i protagonisti di una serata dedicata alle origini del jazz.

Sul palcoscenico la formazione ha portato un progetto tanto tradizionale quanto innovativo per il jazz : il repertorio del quintetto di Miles Davis degli anni ‘60, una sfida che solo artisti della loro caratura potevano decidere di interpretare. Memorabile e amato dai cultori del jazz, Davis è considerato uno dei più influenti ed innovativi trombettisti dagli anni quaranta in poi ed è sempre stato accompagnato da artisti del suo calibro.

«Questo progetto vuole rendere l’idea di quel quintetto. Riprende la formazione che Miles Davis portò sul palcoscenico dal ’64 al ’68. – spiega il leader del gruppo Roberto Gatto – Da batterista sarebbe stato più normale scegliere altri artisti, ma un giorno in macchina mi è capitato di ascoltare i dischi con cui sono cresciuto e su cui ho studiato, quelli di Davis appunto, e ho pensato che era talmente bello che avrei voluto farlo anche io. Così ho cercato un gruppo che potesse sposare questa musica ed oggi, io e i ragazzi, ci troviamo a condividere questo progetto». 

Da "Stella By Starlyng", "My funny Valentine", "Basic street blues" a "Walking" i cinque musicisti hanno passato in rassegna i più grandi brani di Davis e sono riusciti ad arrivare al pubblico e a coinvolgerlo pienamente. «Il jazz italiano è cresciuto enormemente negli ultimi anni ed arriva ad un pubblico più vasto. – continua Gatto – Io sono privilegiato perchè sono arrivato a  suonare sui palcoscenici ed ho un pubblico che mi segue. L’importante però è che la proposta sia appetibile. Purtroppo non sempre i musicisti si rendono conto di ciò che piace alla gente. Il musicista al contrario deve comunicare, arrivare al suo pubblico facendo ciò ama e cercando di capire qui piccoli trucchi che ti permettono di coinvolgere chi ti ascolta. Non si può pensare che la musica rimanga sul palcoscenico

Cinque artisti che sul palcoscenico hanno portato la loro musica, il loro strumento e il talento. Complicità e voglia di suonare le caratteristiche che inevitabilmente lo spettatore intuisce vedendo un quintetto come quello di Gatto.

«Quando suoniamo rispettiamo il codice del jazz, un linguaggio che abbiamo imparato e coltivato. – spiega Gatto – Personalmente mi piace fare diverse cose, scrivere musica, esplorare in altre tendenze musicali e altro ma questo progetto rappresenta un tributo che deve essere tale e per questo lo riportiamo così come era alle origini. E’ un jazz naturale ed è quello che piace alla gente. Quelle di Davis e del quintetto sono musiche talmente belle che noi riproponendole non abbiamo voluto fare arrangiamenti.»

Un festival che si apre dunque nel modo più classico ed atteso dagli amanti del jazz, che richiama i grandi nomi ma che prevede appuntamenti anche con i nuovi talenti del panorama italiano.

Tutto il programma.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2007
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