Gruppi di “spiritualità familiare”, una risorsa per la Chiesa

Domenica 14 ottobre, al seminario si ritroveranno le famiglie che aderiscono ai movimenti della zona pastorale di Varese

«Quando, due anni fa, si svolse il primo convegno dei gruppi familiari e dei movimenti della zona pastorale di Varese molti scuotevano la testa. Invece fu un grande successo: quasi quattrocento famiglie si ritrovarono in una giornata di pioggia che non invitava ad uscire di casa per approfondire il tema proposto “Il gruppo di spiritualità famigliare: un’esperienza da vivere e da condividere”. Guardando i partecipanti il Vicario Episcopale di Varese mons. Stucchi, lo definiva con gioia un “giardino della vita». Così raccontano gli organizzatori dell’incontro che oggi ripropongono quell’esperienza, domenica 14 ottobre al seminario di Venegono Inferiore dalle 9.15 alle 18.

I gruppi di spiritualità famigliare sono una realtà poco conosciuta nella nostra Chiesa, ma la loro presenza è in costante crescita e registra una sempre maggiore attenzione da parte delle Parrocchie e dei Vescovi.

Sempre più spesso sentiamo definire la Chiesa una famiglia di famiglie e sicuramente il gruppo famigliare è una modalità concreta con cui vivere questa affermazione che talvolta può sembrare lontana se non addirittura astratta.

Ma che cosa sono i gruppi di spiritualità famigliare? Il Direttorio di Pastoriale Famigliare li definisce “luoghi di crescita nella fede e nella spiritualità proprie dello stato coniugale” e quindi “momenti di apertura alla vita pastorale e comunitaria; stimolo al servizio pastorale nella Chiesa e all’impegno nella società civile”.

Concretamente un gruppo famigliare è un insieme di coppie e quindi famiglie (normalmente non meno di quattro e non più di dieci) che hanno deciso di crescere nel loro percorso di fede partendo proprio dalla grazia del Sacramento del Matrimonio e dal dono di essere famiglia. Quasi sempre questo cammino è accompagnato da un sacerdote o da un religioso e da una suora o anche da una comunità di religiosi. Questa presenza da un lato assicura “l’ortodossia” del percorso, dall’altro – e questo aspetto si dimostra sempre più prezioso –  permette un intenso e profondo dialogo fra le vocazioni degli sposi e dei consacrati.

Di fatto l’esperienza del gruppo famigliare si rivela una modalità appassionante e concreta di catechesi degli adulti, vera “spina nel fianco” di molte Parrocchie.

Può essere utile a questo punto ricordare che esistono due tipi di gruppi famigliari: quelli che nascono dalle Parrocchie o per iniziativa spontanea di qualche coppia di sposi e quelli proposti da Movimenti e Associazioni ecclesiali. È stato proprio un movimento, quello delle Equipes Notre Dame, il precursore dei gruppi di spiritualità famigliare. Le prime equipes nascono nel 1939 in Francia; quattro coppie di sposi e un giovane prete parigino, Padre Henri Caffarel iniziano ad incontrarsi periodicamente per riflettere insieme il senso del loro essere coppie cristiane.

Ecco perchè l’incontro di domenica 14 0ttobre è organizzato dalla Commissione di Pastorale Famigliare della Zona II (Varese) in stretta collaborazione con le organizzazioni ecclesiali che propongono esperienze di spiritualità famigliare:Azione Cattolica, Equipes Notre Dame, Famiglie Nuove, Fraternità di Comunione e Liberazione, Incontro Matrimoniale e Rinnovamento nello Spirito.

All’incontro è stato data un titolo tratto dal Cantico dei Cantici “Mi sono voltata e non c’era più” che ben individua il tema affrontato cioè quello delle coppie e delle famiglie in difficoltà. Gli obiettivi sono di proporre esperienze positive al riguardo e aiutare i gruppi familiari, i movimenti e gli operatori pastorali a comprendere e condividere le difficoltà in cui molte coppie si trovano ponendosi accanto a loro e aprire un varco alla speranza.

I lavori si articoleranno con tre interventi sulle difficoltà di relazione all’interno delle coppie intervallati da esperienze di percorsi di recupero di matrimoni in crisi e di come i consultori, i gruppi familiari e i movimenti possono accompagnare queste situazioni. Ci saranno anche esperienze di famiglie numerose e di famiglie di migranti a significare anche altri tipi di difficoltà familiari.

A Venegono le famiglie sono attese al completo. I bambini e i ragazzi saranno divisi per classi di età ed avranno un programma di attività studiato per loro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2007
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