“Ho visto con i miei occhi operai rischiare la vita”

Simona Ghiraldi, segretario provinciale Fillea Cgil: "Sui cantieri c'è troppa omertà"

Blitz al terzo satellite di Malpensa, per i sindacati del settore edilizia l’operazione coordinata dalla Procura di Busto Arsizio non è certo una sorpresa. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil da quando il cantiere ha aperto i battenti non fanno altro che denunciare irregolarità e chiedere sopralluoghi dell’ispettorato del lavoro: «Le denunce sono partite mesi fa – spiega Simona Ghiraldi, segretario provinciale Fillea Cgil – e hanno preso il via dalle segnalazioni di irregolarità presunte a livello contributivo e sul piano della sicurezza. Noi abbiamo persone che fino a tre volte alla settimana si recano sul posto a controllare, facciamo riunioni con Asl e rappresentanti dei lavoratori e di Sea, segnaliamo i problemi ma troppo spesso ci sono ritardi o peggio non si fa nulla per risolverli». Le difficoltà per chi lavora in un settore come quello dell’edilizia sono molte e aumentano quando si ha a che fare con canteri come quello del terzo terzo di Malpensa: «Siamo circondati da muti: muti i lavoratori, muti i loro datori di lavoro, muto chi dovrebbe controllare – prosegue la Ghiraldi -. Riceviamo denunce su denunce di lavoratori che poi non vediamo più: arrivano, ci spiegano i problemi che hanno e poi spariscono e non sappiamo più che fine fanno, se tornano al loro paese, se li cacciano. C’è omertà: noi facciamo un lavoro serio e faticoso, specialmente in questo caso, e poi ci ritroviamo con 78 irregolarità contestate nel cantiere. La sicurezza sul lavoro poi è terrificante: basta buttare un occhio e vedere le condizioni. Non mi stupisce che abbiano chiuso il cantiere: ho visto con i miei occhi operai camminare a 20 metri di altezza su superfici di 40 centimetri con la cintura di sicurezza slacciata e senza caschetto. Il problema non è la formazione, che viene fatta, ma il modo in cui la si fa: ci sono problemi di comunicazione, manca il coordinamento, spesso chi lavora in un punto non conosce e non parla la stessa lingua di chi guida il muletto tre metri più in là». Cambierà qualcosa dopo il blitz dei carabinieri? «Ne dubito fortemente – dice Simona Ghiraldi -, durerà lo spazio necessario alle imprese per mettersi in regola e tornare a lavorare. Troppe volte abbiamo fatto denunce non ascoltate, temo che senza provvedimenti concreti e pragmatici non cambierà nulla. Le normative ci sono, ma da qui a farle rispettare ce ne corre».
Duro il commento di Flavio Nossa, della segreteria provinciale di Cgil: «È la dimostrazione che avevamo ragione – commenta -. Quella è zona doganale: andrebbe posta ancor più attenzione, invece è un disastro. La precarizzazione del lavoro e la volontà di vendere Sea dell’ex presidenza ha portato a questi mostri. Se si vuole competere sul mercato internazionale con questi presupposti è meglio cambiar mestiere. Non ci sono regole né qualità: e pensare che questo dovrebbe essere il fiore all’occhiello. Tutte le volte che ci si mettono le mani si tira su fango e irregolarità. Al Tavolo delle Regole dovremo affrontare la questione».    

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2007
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