I figli sono grandi? Alle mamme disoccupate serve il “life coach”

Negli Stati Uniti è una figura di riferimento per chi si trova, da un giorno all'altro, con la vita stravolta. Alla Miniera di Giove parte un corso per madri rimaste senza figli da accudire

Una vita spesa ad educare i figli. I compiti, la spesa, lo sport, le feste di compleanno. E poi? A diciottanni ti rendi conto che ormai non hanno più bisogno di te. Sono indipendenti, magari se ne vanno a studiare o a lavorare in un’altra città. Ed improvvisamente quella giornata che ti sembrava un frullatore per riuscire a star dietro a tutto si svuota. E ora?

Sono in molte a ritrovarsi così, dall’oggi al domani, senza aver più nulla in agenda,  nemmeno una camicia da stirare in fretta e furia perchè "ho una festa".
Con la stessa motivazione, alcune mamme si sono rivolte alla Miniera di Giove a Malnate: «Chissà se in Miniera riusciamo a trovare una risposta al nostro disagio». Detto, fatto.
Martedì 16 ottobre e martedì 6 novembre, la psicoterapeuta Tania Furini aiuterà le mamme "disoccupate" a reinventare sé stesse.
Quella del "Life coach" è una figura che sta sbancando negli States, dove è diventata una vera e prorpia professione di grido. Non solo mamme sfaccendate ma anche pensionati e disoccupati cercano di ritrovare la propria strada senza incorrere in crisi depressive.
«Il rischio che si corre in questi casi – racconta la curatrice del corso – è proprio quello di incappare in una spirale pericolosa. Prendiamo il nostro esempio, le mamme con i figli grandi: in loro subentra un fattore psicologico delicatissimo, legato all’autostima perchè temono di vedere il riscontro di tanti sforzi compiuti per crescere i figli».
Nella prima serata, la dottoressa Tania Furini parlerà di "ottime madri… disoccupate" parlando dei cambiamenti che ognuna ha vissuto o sta vivendo dopo l’allontanamento dei propri figli.
Nel secondo incontro, invece, si dovranno evidenziare le peculiarità di ciascuna : «Ognuna dovrà tirar fuori tutte le aspirazioni represse, le passioni sopite, le ambizioni mai sostenure per aiutare gli altri. Io credo molto nel confronto: queste madri, giovani e ancora ricche di risorse, si metteranno in gioco per individuare un’occupazione che possa riempire nuovamente la loro vita, sia questa il volontariato o il teatro, la pittura piuttosto che la cucina. La cosa più importante è il confronto, il rendersi conto che non si è soli in quella condizione, che esiste  la possibilità di  non lasciarsi travolgere dal nodo affettivo».


Iscrizioni e informazioni si possono avere telefonando in sede alla Miniera di Giove al numero 0332/425878 oppure scrivendo a info@laminieradigiovesrl.181.it.
  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
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