“Il consiglio comunale aperto? Sarà un’occasione sprecata”

Alterlist critica lo scarso rilievo dato all'iniziativa volta a discutere i recenti episodi di neofascismo, culminati negli insulti ad Angioletto Castiglioni

Riceviamo e pubblichiamo 

C’è un clima pesante in Città, c’è un clima pesante in provincia. Un clima di intimidazioni e violenza. Lo si dice da destra e lo si dice da sinistra, argomentando, portando le proprie ragioni e i propri punti di vista. Lo si dice così forte che l’hanno sentito persino nella sala consigliare.

E dunque qualcosa bisogna fare: un bel Consiglio comunale aperto. Decidendo in questo modo di utilizzare uno dei pochi, pochissimi strumenti di partecipazione popolare che coraggiosamente sono stati inseriti nello statuto comunale dalle passate amministrazioni.

Un dibattito franco ed aperto, un dibattito che coinvolga tutti, grandi e piccini.

Sarebbe una bella opportunità, un bel momento di democrazia se…

Se come al solito il tema di partecipazione dei cittadini, alla vita amministrativa di Busto non venisse interpretato, da questa Amministrazione, come una pallida vernice da spalmare su modi di fare vecchi.

Se non si fosse organizzato tutto in modo arruffato, senza un progetto, senza un minimo di sollecitazione della Città.

Se solo si fossero invitati i cittadini con quel minimo di preavviso necessario a chiunque per organizzarsi, per mettere sul fuoco la cena per tempo, vista l’ora in cui è stato convocato.

Se, infine, solo lo si sapesse.

Se non solo i pochi privilegiati che sono soliti seguire da vicino le attività consiliari, o gli amici dei consiglieri che sono stati incalzati, fossero stati informati e sollecitati su questa bella occasione. Che l’Amministrazione si scordi che questo consiglio comunale aperto servirà a raccogliere le idee “della città”: ancora una volta saranno le idee di una piccolissima parte di essa.

Alterlist ha, dalla sua costituzione, parlato, proposto e propugnato la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa. Partecipazione come interesse per quanto succede nella e della nostra Città.

Partecipazione come possibilità di contribuire alle scelte da compiere per il futuro del luogo in cui viviamo.

Partecipazione come  “I care” in opposizione al “Me ne frego”. Partecipare per rinsaldare i legami, mai tanto laschi come in questo periodo tra politici e cittadini.

Questa è un’occasione sprecata, che una volta di più farà dire “Vedi, non vale la pena. Ci tocca decidere tutto da soli” o “Dove sono i cittadini?”

E’ con dispiacere che non ci sentiamo di aderire a quella che è una farsa di partecipazione, buona appunto solo per dire che la partecipazione non funziona e che ai cittadini non interessa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2007
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