Il futuro è di chi lo sa immaginare

La rinnovata alleanza tra arte e impresa è stata sancita a Villa Panza nella presentazione del libro "L'imprenditore e il sogno" pubblicato da Univa

Il vero artista vede ciò che gli altri non vedono e in questo modo rompe schemi culturali consolidati. Per usare un termine, che evoca anche la presenza di un pizzico di sana follia, si dice che l’artista ha una visione, che lo proietta oltre i propri ristretti confini reali. Gli imprenditori, soprattutto nei nuovi tempi globalizzati, sono spesso simili a degli artisti (a volte lo sono) perché  intuiscono scenari preclusi ai più.

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L'imprenditore e il sogno 4 di 14

Chi fa impresa oggi per innovare è costretto a porsi domande sul futuro, a confrontarsi con il mondo senza paura e soprattutto a misurarsi con la nuova dimensione della velocità.
Questa relazione profonda tra arte e impresa, tra capacità di creare e necessità di innovare, è stata ben rappresentata nel libro “L’imprenditore e il sogno”, book fotografico pubblicato dall’Unione industriali di Varese, che riprende la mostra dei “Ritratti parlanti” allestita nel giugno scorso al Chiostro di Voltorre.

È forse però il sottotitolo che rende meglio l’esistenza di questi legami: «Il futuro è di chi lo sa immaginare». E a conferma della coincidenza di visione tra industria e arte, la presentazione del volume è stata fatta a Villa Panza, luogo di culto dell’arte contemporanea.
«È una modalità nuova di fare comunicazione da parte dell’Unione Industriali – ha detto Michele Graglia, presidente di Univa -. Un modo nuovo di rappresentare i prodotti, l’industria, la fabbrica. Un modo che non è né quello istituzionale, né quello del marketing. Questa, infatti, non è una pubblicazione finalizzata a reclamizzare alcunché».

Le riproduzioni fotografiche delle varie categorie merceologiche, trattate elettronicamente e riprodotte nel libro, con il loro particolare effetto cromatico, a metà tra un negativo fotografico e un acquerello, rompevano, senza però creare disarmonie, con lo stile neoclassico della Sala Imperiale, alleandosi perfettamente con le monocromie già presenti nella villa.

«Grazie all’elaborazione elettronica – ha spiegato Graglia – prende nuove e inedite strade quella corrente delle arti figurative che prende il nome di Astrattismo, una corrente che ha segnato e continua a segnare, sotto forme sempre nuove, la storia più recente della pittura e della scultura».

Il presidente di Univa ha ricordato anche il forte legame con un’altra corrente artistica, il Futurismo, che con l’industria ha avuto sempre una correlazione strettissima.

Presenti nella Sala Imperiale molti dei protagonisti delle videointerviste (inserite in un dvd allegato al libro), ovvero i quattordici presidenti dei gruppi merceologici che compongono l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.
La visione però da sola non basta per innovare nell’impresa, occorre avere anche positività. «Il futuro è una chance che noi abbiamo. Già solo l’idea di futuro è qualcosa che deve essere migliore dell’oggi». Parola di Laura Porrini, presidente del gruppo merceologico maglie-calze, abbigliamento e calzature.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2007
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