Il padre: “Il suo sogno era diventare giornalista”

"La mia Serena era solare e generosa con tutti, quando ha avuto l'incidente stava andando a comprare un regalo per un'amica"

Fuori dalla porta dell’abitazione di via Toscanini, tre piani e un cortiletto, un angolo tranquillo di Samarate a quattro passi da strade trafficate, c’è un capannello di ragazzine in lacrime. Sono le compagne e le amiche di Serena Colombo. Sono venute a portare ai familiari di Serena delle foto scattate durante le ultime gite fatte insieme.

Con enorme cortesia il padre, Giuseppe, provato da un dolore senza pari, ci accoglie per mostrarci le immagini di sua figlia (nella foto) attorniata da coetanee con il sorriso sulle labbra. «Era Serena di nome e di fatto», ci dice. «Uno spirito libero, così la voglio ricordare. Aveva un gran numero di amiche, era benvoluta da tutti, sempre attiva, sorridente, disponibile. Per tutte, più che un’amica, una sorella». 

Gli occhi di Giuseppe Colombo sono rossi di pianto; le immagini sullo schermo di un portatile, etichettate con nomi ironici e sgangherati, gli rimandano ancora una volta il sorriso della figlia. «È impossibile non pensarla», confessa. «Pensate che quando ha avuto l’incidente ieri sera era uscita per andare a comprare un regalo per un’amica che oggi compie gli anni. In questo lei era sempre così: era di una generosità unica, se poteva regalare qualcosa a qualcuno, lo faceva». Serena lascia il papà, la mamma, Maria Luisa, e una sorella maggiore, Morena, studentessa all’istituto alberghiero di Stresa. Come ci conferma il padre, era bravissima a scuola: fra le migliori dell’intero indirizzo alberghiero, dicono. «Scriveva molto bene» ricorda ancora orgoglioso Giuseppe Colombo. «Voleva diventare una di voi, una giornalista. Era il suo sogno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2007
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