Il piccolo grande film di Cortisonici

Nasce Cortisonici Film Network con un primo importante obiettivo: realizzare un cortometraggio con il sostegno dell’azionariato popolare

Non solo promuovere piccoli film, ma anche produrli. È il nuovo grande passo dei Cortisonoci, il gruppo di giovani cinefili che ha fatto nascere e diventare grandi la rassegna “Cortisonici”, che in poche edizioni ha sempre più assunto un rilievo nazionale e internazionale. Ora il gruppo ha dato vita a “Cortisonici film network”, piccola casa di produzione che nelle prossime settimane realizzerà il primo cortometraggio, dal titolo “Daniel Furgot” diretto dal varesino Mauro Colombo e che sarà realizzato in un ceramificio dismesso di Laveno Mombello.
Ed è proprio con questa prima produzione varesina che il bel trailer che ha lanciato l’ultima edizione del festival del cortometraggio, sempre diretto da Colombo, assume una dimensione da prova generale in vista di questo nuovo importante passo.

 

«In questi anni attorno al festival del cortometraggio varesino si sono attivati scambi, collaborazioni, esperimenti produttivi – spiegano i responsabili di Cortisonici -. Alcuni partner del progetto Cortisonici hanno condiviso competenze, strutture e tempo per realizzare documentari e cortometraggi, tra cui sigla di Cortisonici 2007. Questa rete, nata e consolidatasi nel tempo, si è data oggi un nome: Cortisonici Film Network. Intento della neonata rete è quello di promuovere ed avviare produzioni indipendenti che abbiano come protagonisti autori ed operatori varesini».

 

Daniel Furgout nasce da un’idea di Mauro Colombo (nella foto), liberamente ispirata dal romanzo “Il vagabondo delle stelle” di Jack London. Il protagonista, Daniel Furgout, viene accompagnato in una prigione dove dovrà confrontarsi con uno spazio ed un tempo indefiniti in cui il rapporto con gli altri detenuti è praticamente nullo. Ma nell’isolamento più totale qualcuno sta comunicando con un codice a lui sconosciuto. Forse entro breve non sarà più solo ma qualcuno o qualcosa segnerà il destino di quella strana comunicazione e dei suoi artefici.

«Le suggestive location per la prigione saranno ricavate dagli interni di un ceramificio dismesso di Laveno Mombello – proseguono i responsabili dell’iniziativa -. Una scelta non casuale, coerente anche con l’obiettivo di promozione complessiva di un territorio».

 

Ma dove si troveranno i soldi per realizzare il piccolo film? «Oltre ai mezzi propri, abbiamo deciso di sperimentare un metodo innovativo di finanziamento delle iniziative culturali: l’azionariato diffuso – spiegano da Cortisonici -. Parte dei finanziamenti arriveranno attraverso la sottoscrizione, da parte di tutti gli interessati, di singole quote. Si tratta di un contributo “a rischio”, ma non “a fondo perduto”: si prevede la ridistribuzione tra i titolari di questi “mini-pacchetti azionari” tutti gli auspicati introiti del cortometraggio».
Si tratta di un meccanismo non nuovo nel cinema italiano che sempre più fatica a trovare finanziamenti. Il sistema è già stato utilizzato con successo in film come “Forza Cani”, “Il Vangelo secondo precario”, “Fame Chimica”. Si La raccolta delle “azioni” sarà chiusa entro il 31 ottobre 2007.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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