In aula protagonisti i senatori del Varesotto

Maria Pellegatta, Giuseppe Leoni, Graziano Maffioli, Paolo Rossi e Dario galli sono intervenuti nel dibattito in Senato: argomento Alitalia e Malpensa

Protagonisti del dibattito in Senato su Alitalia e Malpensa i rappresentanti della provincia di Varese.

La prima ad intervenire dopo la lettura del testo delle mozioni è stata Maria Pellegatta (Unione Verdi Comunisti Italiani), che ha ricordato le «responsabilità dei governi di centro destra a tutti i livelli, che hanno portato a questa situazione di crisi, agendo con logiche che hanno voluto fare dell’aeroporto un hub a tutti i costi, senza curari del territorio circostante e senza dare vita alla valutazione ambientale strategica richiesta da più parti, Comuni e Parco del Ticino in primis»;

Paolo Brutti (Sinistra Democratica), atteso a Gallarate per venerdì 5 ottobre proprio per parlare di Malpensa, ha attaccato la Lega Nord e il presidente di Sea Giuseppe Bonomi «lo stesso presidente di Alitalia che voleva vendere a Volare con i buoni uffici del faccendiere armeno Eurnekian. Sei passeggeri su dieci con origine Milano scelgono aeroporti diversi, nove su dieci quelli che lo fanno dal Nord Italia, riempiendo altri scali europei per andare nel resto del mondo: Malpensa non è oggi ancora un hub nel vero senso del temrine»;

Giuseppe Leoni (Lega Nord) ha risposto alle accuse fatte al Carroccio, affermando che «chi come me vive sotto la torre di controllo sa come vanno le cose. Si dice tutto e il contrario di tutto, statistiche alla mano Malpensa cresce. Non si può più sopportare lo spreco dei voli carichi di dipendenti Alitalia che da Malpensa partono verso Roma con il primo volo della mattina. È venuta l’ora di fare la compagnia della Padania: se c’è la Air Berlin, perché non possiamo fare l’AirMilano?»;

Graziano Maffioli (Udc) ha detto «no al campanilismo e al dualismo Fiumicino-Malpensa. Alitalia è sottodimensionata rispetto ai concorrenti europei. Malpensa invece cresce, insiste su un territorio che interessa fino a 15 milioni di abitanti che produce il 20 per cento del Pil nazionale. Bisogna affrontare seriamente i discorsi su slot e orari dei voli, non possono essere gettati al vento gli ingenti investimenti fatti nel recente passato, il Governo deve dire cosa vuol fare di Alitalia e di Malpensa»;

Paolo Rossi (Margherita) ha parlato di «un disagio che c’è da tempo. Tirare a campare porta al baratro, servono progetti di ampio respiro anche considerato che in ballo ci sono le sorti di migliaia di famiglie e lavoratori. Non si può dimenticare che per anni chi oggi si strappa le vesti ha governato le sorti di Alitalia. Non facciamo della questione settentrionale una clave da sventolare, ma chiediamo attenzione per la parte produttiva del Paese e progetti razionali per valorizzare le potenzialità »;

Dario Galli (Lega Nord) ha individuato il «problema di Alitalia in aspetti aziendali, perché ci sono 20 mila dipendenti, almeno il doppio di quanti ne servirebbero, 15 mila dei quali che ruotano nell’area di Fiumicino. Il 70 per cento dei biglietti sono venduti a Malpensa, gli accordi sui trasferimenti degli equipaggi non sono stati rispettati e ci sono ancora gli equipaggi che volano ogni giorno da Roma a Malpensa e viceversa. Se scegliete di rintanarvi a Fiumicino, cosa farete tra due-tre anni? Il mercato non lo potete governare, i biglietti ora vengono venduti in Padania e questo non cambia. Malpensa subirà contraccolpi nel breve, ma a lungo termine si risolleverà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2007
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