L’accoltellatore tradito dalla maglietta di Mussolini

La Squadra Mobile di Varese ha identificato l'uomo che domenica sera aveva aggredito un albanese fuori da un pub di viale Belforte: ecco in che modo

L’aveva accoltellato fuori da un locale di viale Belforte, nella zona del Macello Civico, ed è stato riconosciuto perché indossava una maglietta con l’effige di Mussolini, ma il movente dell’aggressione è banale: una sigaretta chiesta alla moglie da un avventore albanese. E’ da questo episodio che è partito il litigio che ha portato un 41enne in ospedale, la notte scorsa, con due fendenti al fianco e all’emitorace sinistro; l’uomo è in prognosi riservata all’ospedale di Varese,  il suo aggressore è adesso ai Miogni, accusato di tentato omicidio. E stato messo nei guai da una t shirt nera, con la faccia del duce in elmetto, e la scritta “credere, obbedire, combattere”, notata altre volte dai poliziotti. Merchandising che si compra su internet, prodotto da una ditta di Predappio, paese natale del fondatore del fascismo. Particolari che rivelano simpatie politiche ma non legami con frange organizzate o altri episodi di stampo estremista.
Giuseppe Morsella, detto Pinotto, un 39enne con diversi precedenti, si è presentato spontaneamente, ieri mattina (lunedì), in Questura, insieme alla moglie, una ragazza di 24 anni. A nulla è valso il suo tentativo di discolparsi. Agli investigatori della squadra mobile ha raccontato che l’albanese, dopo un breve litigio tra marito e moglie, aveva avvicinato al bancone del bar la donna e le aveva rivolto pesanti avances. Morsella è uscito per chiedere spiegazioni, l’albanese l’ha aggredito con la lama ma si è ferito a causa della reazione dell’italiano; una versione confermata anche da alcuni testimoni a cui però la polizia non ha creduto.

Dai riscontri effettuati dalla squadra mobile emerge un’altra verità: l’albanese si è avvicinato al bancone e ha chiesto alla donna una sigaretta, provocando una reazione infastidita. Non è chiaro cosa si siano detti, ma dai filmati in possesso della polizia non emergono tentativi di approccio. Altri testimoni confermano la versione dell’albanese e la polizia è convinta  che sia stato Morsella a infierire con il coltello, peraltro mai trovato. Dopo il ferimento, l’albanese ha percorso a piedi alcuni metri fino a un altro locale, gestito da connazionali, dove sono stati chiamati i soccorsi. Il presunto accoltellatore, invece, avrebbe passato la notte in albergo, e poi si sarebbe presentato in questura. Indaga il pm Sara Arduini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2007
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