L’arte? E’ un gioco di fotogrammi

Martedì sera al Chiostro l'inaugurazione della personale di Toccafondo, "Gianluigi Toccafondo Film"; ospite d'eccezione, Vincenzo Mollica

Che cosa succede quando il cinema incontra l’arte? Risposta ideale a questa domanda è la mostra in corso al Chiostro di Voltorre, "Gianluigi Toccafondo Film", personale dell’autore noto al grande pubblico per le copertine della casa editrice Fandango e gli spot di marche come la Sambuca Molinari e la Levi’s, ma attivo anche nella produzione di cortometraggi del tutto originali. In esposizione fino al 27 gennaio prossimo, la personale di Gianluigi Toccafondo, curata da Cristina Taverna (già curatrice delle mostre su Lele Luzzati e Hugo Pratt), propone una vasta selezione proprio dei fotogrammi realizzati per il cinema, la sua grande passione. Sono gli scatti di cortometraggi in cui l’immagine filmica si fonde con i colori, acrilici o matite che siano, si forma, si deforma e si riforma in una nuova veste, dando vita a movimenti surreali e sorprendenti.

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Toccafondo inaugura la mostra personale a Voltorre 4 di 9

«Nella mostra sono esposti i risultati di quindici anni del mio lavoro, dal 1989 al 2004 – ha spiegato al pubblico Toccafondo all’inaugurazione di martedì sera – sono le cose meno viste, in genere io faccio sigle televisive e pubblicità mentre questo è il lavoro che ho sempre proposto come "minore", frutto magari di notti insonni…». Un lavoro "minore" solo di fama, in cui troviamo clip come quello dedicato a Paolo Conte ed Essere morti o essere vivi è la stessa cosa, animazione dedicata a Pier Paolo Pasolini (guardala su YouTube). In totale, sono 800 i fotogrammi in mostra nelle sale del Chiostro, dove ci saranno anche i video con le sigle e una sala di proiezione permetterà anche di vedere i cortometraggi in movimento.

Ospite d’onore dell’inaugurazione di martedì Vincenzo Mollica, il noto giornalista Rai (vedi foto), all’interno del comitato scientifico della mostra, che si è dichiarato ammiratore di Toccafondo. «Ho visto la sigla che aveva fatto alla mostra del cinema di Venezia, quella con Asia Argento: spesso quella sigla era molto più bella dei film che abbiamo visto!» scherza Mollica con la sua proverbiale ironia. «La grande forza di Toccafondo è quella di essere un artista che ci sa regalare la prospettiva mancante, facendo vivere cinema e pittura come altri hanno tentato di fare e non sono riusciti. Niente è facile in quello che fa Toccafondo, un artista che ama il cinema, lo vive, se ne nutre e lo trasforma, facendolo diventare qualcosa d’altro, riuscendo sempre a sorprendere. Fellini un giorno mi disse: "è la curiosità che mi fa svegliare alla mattina". Senza la curiosità, una tra le doti più belle che un artista possa avere, Toccafondo non sarebbe riuscito a fare tutto quello che riesce a creare con grafica e colori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2007
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