“L’invito al sindaco c’era, il contributo del Comune no”

Continuano le punzecchiature a distanza fra i ragazzi di Liberi di pensare e l'amministrazione comunale, assente alla serata antimafia con il giudice Caselli

Prosegue su toni appena più sommessi la polemica per il mancato contributo economico del Comune e la mancata presenza di esponenti dell’amministrazione alla serata antimafia organizzata dai ragazzi di Liberi di Pensare. Questi ultimi hanno incontrato nel pomeriggio di mercoledì la stampa locale per puntualizzare alcuni aspetti del complicato iter con cui hanno chiesto patrocinio e contributo al Comune, e per ribattere a quanto affermato dal sindaco Farioli, che aveva detto di non essere intervenuto alla serata del Sociale in quanto non invitatovi.

Luca Macedoni e Massimo Brugnone, esponenti dell’associazione giovanile, dichiarano che l’invito, non protocollato, fu consegnato personalmente a mano a Farioli da Macedoni il 4 ottobre scorso, ribadendo altresì di non voler intavolare polemiche "ad arte" e di non essersi fatti strumentalizzare da nessuno. «Sicuramente c’è stata un’incomprensione, forse dovuta alla nostra inesperienza» aggiungono gli esponenti di Liberi di Pensare, facendo notare che «le strumentalizzazioni ci sono per chi le vuole vedere». Il riferimento è alla recente interrogazione dei consiglieri ulivisti Grandi e Pecchini sui finanziamenti alle iniziative delle varie associazioni, che ha fatto vedere rosso a Comunità Giovanile da un lato e il sindaco dall’altro. «Non l’abbiamo chiesta noi quell’interrogazione» precisano i ragazzi, ammettendo però di aver chiesto un primo intervento di Pecchini presso il Sindaco per velocizzare la pratica della concessione di patrocinio e contributo.

La serata antimafia era stata proposta all’ufficio Cultura già all’inizio di settembre, e ripresentata con le dovute forme entro il 14 settembre. In seguito, silenzio, nonostante richieste quotidiane di sapere lo stato di avanzamento della pratica. Alla fine il patrocinio è arrivato, il contributo no («mi è stato detto dal sindaco che non c’erano soldi» afferma Macedoni): i 1500 euro per l’affitto del Sociale per la serata antimafia con il giudice Caselli e con le figlie di vittime di mafia Rosanna Scopelliti e Sonia Alfano sono stati coperti grazie ai contributi (anche venti euro a testa, per i più generosi) del pubblico. «Assolutamente non vogliamo contrapporci a Comunità Giovanile» ribadiscono Brugnone e Macedoni; «l’esempio è stato usato dai consiglieri Pecchini e Grandi solo per avere riprova del fatto che il Comune ha i mezzi per aiutare chi organizza determinate manifestazioni, lo ha fatto regolarmente ma quando ne avevamo bisogno noi i soldi non c’erano più». I ragazzi hanno chiuso esprimendo solidarietà per magistrati ed esponenti politici di destra vittime delle intimidazioni e minacce rivendicate dalla sigla Vigilanza Democratica Territoriale, e preannunciando per il futuro iniziative sul tema dell’antifascismo. Possibilmente con un minimo contributo del Comune e la presenza dell’amministrazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2007
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