“La minoranza chiede troppo, il comune non ce la fa”

L'opposizione chiede l'accesso ad alcuni atti ma il sindaco protesta: «La mole di lavoro rallenta le altre attività». Immediata la replica: "È nostro dovere informare i cittadini"

«Lo so che la
richiesta di accesso agli atti è un diritto
dei cittadini, ma così ci impediscono di lavorare».
Per gli uffici comunali ispresi si prospetta un periodo di lavoro fuori dall’ordinario secondo il sindaco di Ispra
Paolo Gozzi. Nei giorni scorsi ha
ricevuto da parte dei
consiglieri dell’opposizione la richiesta di ottenere la disponibilità di alcuni atti. «
Ho un tavolo colmo di carte, saranno centinaia di documenti – ha spiegato
il primo cittadino – sono consapevole che si tratta di un’istanza legittima ma la mole di lavoro è tale da
tenere impegnati gli uffici per intere giornate. Sono inoltre documenti
complessi e perciò dobbiamo mettere in conto, oltre all’impegno dei dipendenti comunali, anche il costo delle fotocopie e delle
stampe che ci sono state richieste. Questo lavoro limita molto l’attività dell’amministrazione».
Le richieste dei consiglieri, affiancati dall’ex assessore Santina Bergamaschi,
riguardano principalmente progetti e planimetrie del comune e di alcuni
privati,
troppi però secondo Gozzi: «A mio avviso la minoranza, sta tentando di
giocare le sue ultime chances usando le carte bollate per impedire, con un
ostruzionismo mai visto nella vita amministrativa di Ispra, il proseguimento
degli atti necessari a dare il via definitivo alle opere e alle altre
iniziative di interesse pubblico come la riqualificazione del lungolago, la
sistemazione della palestra e la mensa per i nostri bambini
. L’Amministrazione Comunale è
giunta quasi al termine del proprio mandato ed ha in gran parte completato gli
impegni assunti con il programma amministrativo. Gli obiettivi verranno
concretizzati da una serie di atti necessari all’attuazione delle opere
pubbliche nel 2008 per ultimare il programma elettorale del 2009. Allora e
solo allora saranno i cittadini con il voto ad esprimere il loro giudizio e
non certamente una compagine raffazzonata con qualche pezzo di carta
».
Secca però la risposta dell’opposizione: «Qui si mettono in discussione le regole base della democrazia – ha replicato dallo schieramento opposto Emanuele Boscolo – nel consiglio comunale di giugno abbiamo chiesto alcuni atti e documenti, ma non abbiamo avuto riscontri. Abbiamo allora dovuto formulare istanza formale che riguardava undici blocchi di atti, non centinaia di documenti. La richiesta è stata risolta in cinque minuti per gli atti più semplici che ci sono stati già consegnati. Per le tavole si faranno le riproduzioni e abbiamo scritto chiaramente nell’istanza che le spese saranno integralmente a nostro carico».

Un primo passo per evitare le incomprensioni sarebbe, secondo Boscolo, quello di riunire più spesso il consiglio comunale: «In un comune dove il consiglio si riunisce ogni tre o quattro mesi, alle sei di sera per scoraggiare la partecipazione della gente, le opposizioni hanno il dovere di fare controllo. Data la reazione ci chiediamo cosa nascondono questi atti? Lo spreco dei soldi comunali per teorizzare un parco a Quassa, mentre proprio lì si costruiscono ville e si recintano gli ultimi prati liberi? Incarichi e consulenze a professionisti esterni scelti con quale pubblicità e con quali obiettivi? Lavori sulla Fornace ed al Porto del Pinet con costi esorbitanti e risultati devastanti, autentici ‘sfregi’ ai monumenti? Ville nel Golfo delle Fornaci che hanno subito considerevoli incrementi a danno irreparabile del paesaggio? Vogliamo finalmente chiarezza sulla vecchia
camiceria: quanto commercio, quanti appartamenti? E’ il
progetto contro cui esponenti dell’attuale maggioranza avevano manifestato? E
la palestra di cui si sente parlare da tre anni: è un palazzetto o l’ennesima
micro-struttura? Sono domande a cui il sindaco non ha mai dato risposte
».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
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