Le scuole materne paritarie chiedono un sostegno

Si svolgerà sabato 27 ottobre un convegno a cui parteciperanno i rappresentanti dei 164 asili paritari aderenti alla FISM. Invitato l'assessore regionale

I conti delle scuole materne non tornano: occorre un impegno maggiore da parte degli enti pubblici o comunque bisogna individuare nuove forme di finanziamento.
Questo il messaggio che la FISM provinciale (la federazione che unisce 164 asili con oltre 12.200 bambini e 670 insegnanti) ha voluto lanciare  nel corso di una conferenza stampa che è stata anche l’occasione per presentare il convegno di sabato prossimo, 27 ottobre, al quale sono stati invitati sindaci e assessori del varesotto. Gli amministratori locali avranno la possibilità di confrontarsi anche con l’assessore regionale all’Istruzione Gianni Rossoni, che interverrà alla tavola rotonda prevista per la seconda parte della mattinata.

“Svolgiamo i nostri compiti educativi -ha detto il presidente FISM Silvano Rolandi-  con grande professionalità, attraverso un corpo insegnante che ogni anno partecipa a corsi  di formazione e aggiornamento. Ma siamo costretti a fare i salti mortali per far quadrare i nostri bilanci. Si tenga presente che ogni bambino costa in media 250 euro al mese a fronte di una retta chiesta alle famiglie di circa 120 euro. Molti Comuni riconoscono il nostro servizio in modo adeguato, ma la larga maggioranza si limita a dare alle scuole solo poche migliaia di euro all’anno. Lo Stato, poi, stanzia contributi fermi allo stesso livello ormai da anni e che arrivano sempre con un grave ritardo”.

“Alla Regione -dice Costante Portatadino (consigliere FISM)- chiediamo di riconsiderare la materia attraverso una nuova legislazione che ridefinisca competenze e modalità di finanziamento. Tre, in particolare, i punti rispetto ai quali è urgente intervenire: la necessità di riqualificare i nostri edifici, un maggior riconoscimento del fatto che assistiamo bimbi disabili e il persistere di una sorta di ingiustizia legata all’Irap, tassa che paghiamo pur non essendo enti che producono utili”. “E’ chiaro che non chiuderemo mai -interviene Franco Vasconi, consigliere FISM,- ma la tentazione di minacciare la fine dell’attività c’è. Ecco perché abbiamo voluto mettere attorno a un tavolo i responsabili degli enti locali, alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione Gianni Rossoni, per costruire insieme una proposta che possa confermare la qualità dei servizi educativi pubblici che offriamo”.

Le scuole FISM sono “paritarie”: godono cioè di parità giuridica rispetto alle scuole statali e comunali. Ma esiste, dicono i vertici FISM, una disparità economica. I genitori pagano infatti più o meno le stesse rette sia che si tratti di scuole comunali sia che si tratti di scuole paritarie. A fronte di ciò, lo Stato impegna le sue risorse in modo molto differenziato, tanto che un alunno degli istituti statali costa al bilancio statale 6116 euro contro i 584 euro di un alunno della scuola paritaria. Se lo Stato, insomma, dovesse occuparsi anche degli alunni delle scuole paritarie dovrebbe spendere circa 6 miliardi di euro in più all’anno.

 

Il convegno di sabato prossimo “I conti tornano? Scuola dell’infanzia: FISM ed enti pubblici a confronto” si svolgerà al Collegio De Filippi (via Brambilla, Varese) a partire dalle ore 9. Dopo i saluti  del presidente provinciale FISM Silvano Rolandi e di don Franco Trezzi, sono previste le relazioni di Paolo Stefanini (consigliere nazionale FISM), che approfondirà le problematiche gestionali ed economiche delle Scuole Materne, e di Franco Vasconi  (consigliere provinciale FISM), che illustrerà dati e informazioni sulla situazione delle scuole in provincia. Alle 10.45 inizierà la tavola rotonda con l’assessore regionale Gianni Rossoni, il Sindaco di Cassano Magnago Aldo Morniroli, l’assessore ai Servizi educativi del Comune di Varese Patrizia Tomassini, il Sindaco di Fagnano Olona Santino Rossi e il consigliere FISM Costante Portatadino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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