Luciano Testi lascia la guida dell’asilo dopo 27 anni

Con una lettera aperta il preside saluta tutti i cittadini. Nominato anche il suo sostituto Marco Francescut

Dopo 27 anni di presidenza, Luciano Testi lascia l’asilo Colombo Morandi. Il suo saluto a tutti gli uboldesi dopo 27 anni di servizio, Testi lascia il posto a Marco Francescut. Pubblichiamo di seguito la lettera scritta da Testi per salutare tutti i cittadini che ha visto crescere in tanti anni di servizio:

”A tutti gli Uboldesi  Dopo 27 anni di servizio reso volontariamente all’Asilo ho deciso di passare il testimone. Quando nell’ottobre del 1980 accettai di diventar presidente avevo una bimba di quasi 3 anni, Laura,  ed una di 6 mesi, Marta.Non riuscii, insieme a mia moglie Norma, ad iscrivere Laura all’ ”Asilo delle Suore “, così veniva e viene normalmente chiamato l’“Asilo Infantile D.Colombo – G.Morandi “, in quanto, quando facemmo la richiesta, le iscrizioni erano già state chiuse. Avevo terminato da poco la mia esperienza quinquennale di Assessore alla Pubblica Istruzione e, stanco e demotivato, non mi ero interessato per tempo per la scuola materna di mia figlia. La dovetti poi iscrivere alla Scuola Materna Comunale che proprio nel 1980 stava iniziando a funzionare.

L’incarico di Presidente dell’Asilo in quegli anni, era di natura politica in quanto, non funzionando da anni l’Assemblea dei Soci, gli Amministratori dell’Asilo ed il suo Presidente venivano eletti dal Consiglio Comunale. Per prima cosa, per dare un minimo di tranquillità economica all’Asilo che a stento era riuscito a sopravvivere fino ad allora, ottenni nel 1981  la prima Convenzione con il Comune. Con essa l’Amministrazione Comunale, sulla base del bilancio di previsione presentato dall’Asilo, si impegnava a sanarne il disavanzo per garantirne il funzionamento.Mia figlia Marta e poi anche Lorenzo, il mio terzo figlio nato nel 1981, lo poterono frequentare. I primi anni di Amministrazione li dedicai al suo risanamento finanziario con la regolarizzazione dei versamenti contributivi dei dipendenti, fermi da anni per mancanza di disponibilità, e il ripiano dei debiti. Nel 1987, avendo maturato la convinzione che occorresse la stabile e duratura presenza di persone convinte della bontà dell’Ente, ripristinai l’Assemblea dei Soci che tornò a ricoprire il suo ruolo essenziale di organo sovrano della vita dell’Asilo così come previsto dal suo Statuto.

Se i contributi comunali finalmente sanciti dalla Convenzione,  riuscivano a coprire la gestione ordinaria della Scuola Materna, le spese di manutenzione divenute oramai improrogabili,  non avevano nessun tipo di copertura.Ero contrario ad un sistematico e continuo aumento della retta scolastica, anche se finalizzato a scopi essenziali, avendo sempre creduto nella validità della scuola cattolica ed avendo sempre difeso la liberta dei genitori di scegliere l’educazione da dare ai propri figli; tale libertà, sancita dalla nostra Costituzione, non doveva essere condizionata da differenze di costo della scuola cattolica privata rispetto a quella pubblica. Nel 1990, per iniziare ad avere un minimo di disponibilità da destinarsi alla manutenzione della scuola,  riproposi la simpatica tradizione della “Tombolissima” che da anni si era  lasciata cadere.Sul volantino, distribuito per l’occasione, a tutta la cittadinanza si leggeva: “Nella ricerca delle autentiche motivazioni in base alle qualii genitori scelgono la scuola cattolica per i loro figli,si organizza la Festa dell’Asilo allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblicasulle problematiche della sua gestione.Il ricavato sarà utilizzato per la realizzazione di lavori di manutenzione dello stabile che è di proprietà di tutti gli uboldesi”.

Iniziai i primi lavori di manutenzione con l’entusiastico aiuto di tanti genitori che rinunciando al riposo del sabato e della domenica si mettevano a disposizione per aiutare l’Asilo.Da allora mai è venuto a mancare il prezioso aiuto, volontario e responsabile, dei papà e delle mamme dei bambini che, nell’opera da esso svolto, riconoscevano un elemento di identità per Uboldo: “L’Asilo è una istituzione volontaria voluta per i bambini uboldesi dagli uboldesi e spetta loro gestirlo salvaguardando quel patrimonio che la saggezza dei suoi fondatori ha saputo creare”. Nel 2001 l’Asilo, avendone i requisiti, ottenne la depubblicizzazione, ossia il passaggio da Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (I. P.A.B.) a Ente Morale Assistenziale Privato con il riconoscimento della personalità giuridica e con la qualificazione, come scuola paritaria, del servizio offerto. Si metteva così al sicuro l’Asilo dalla possibilità da parte della Stato di incamerare quel patrimonio, anche edilizio, che la saggezza dei suoi fondatori e la competenza dei suoi amministratori avevano voluto e saputo conservare per tanti anni, garantendone in questo modo solo agli uboldesi la piena disponibilità.

Nello stesso anno, dovendo iniziare a tenere la contabilità ordinaria, si decise di assumere una Segretaria. Fino ad allora il compito di segretario era stato svolto, limitatamente ai soli obblighi di legge, da un segretario esterno con un compenso forfetario annuo, mentre ogni e qualsivoglia altra quotidiana incombenza era gestita dal presidente coadiuvato dalla direttrice e dai consiglieri.    Come Scuola Paritaria, con uguali diritti ed uguali doveri rispetto alla Scuola Pubblica, iniziarono ad affluire all’Asilo i primi consistenti contributi statali con i quali finalmente, in modo organizzato, si iniziarono importanti lavori di manutenzione. Ciò che si è fatto e sotto gli occhi di tutti e basta entrare all’Asilo per rendersene conto. Infine, dovendo entro il 2008, mettere definitivamente a norma tutta la struttura scolastica, si imponeva una brusca accelerata dei lavori. Da qui l’esigenza di accendere  nell’ottobre 2007 un mutuo ipotecario per ottenere i 350.000 euro necessari per ultimare i lavori di adeguamento alle normative nei tempi imposti. Questo debito lo lascio ai nuovi amministratori rassicurandoli che non sarà solo una preoccupazione loro, ma di tutti gli uboldesi, estinguerlo nel più breve tempo possibile.  Sono certo che non resterò deluso avendo sperimentato per 27 anni la generosità dei miei concittadini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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