Made in Italy: l’artigianato artistico può essere il volano dell’economia italiana

Un grande convegno promosso dalla Fondazione Cologni ha presentato lo studio sull’eccellenza dei paesi europei. Ne esce la Grande Europa dei mestieri d’arte

«Made in… è una denominazione che , a seconda di casi, può voler dire molto e non significare nulla. Soggetta alle più disparate interpretazioni e declinazioni, questa etichetta può connotare una semplice origine geografica così come far immaginare un universo di informazioni simboliche, storiche o strutturali relative a un prodotto, tali da cambiare la percezione e il prestigio. Così in tutto il mondo, si parla di Made in Italy più in generale di made in» comincia così con semplici ed efficaci parole la presentazione di Franco Cologni al volume frutto della decennale ricerca che la sua Fondazione ha realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano sulla “grande Europa dei mestieri d’Arte”. L’impegnativo e prezioso studio si è concluso con un importante convegno presso l’Università di Largo Gemelli a Milano dove l’artigianato artistico di eccellenza, e soprattutto quello italiano, ha trovato un suo ruolo all’interno dell’economia mondiale. Le parole più frequenti dei numerosi relatori sono stati qualità, originalità, autenticità ed estetica. Solo, infatti, la capacità e la creatività dei nostri artigiani potranno saper competere con le grandi produzioni facendo dell’eccellenza il loro cuore. «L’artigiano è colui che è padrone del proprio lavoro, poiché segue la sua creazione dall’inizio alla fine, vi mette passione e anima» diceva William Morris ed oggi è questa la formula, forse la sola, che può portare l’artigianato italiano ed europeo nel mondo. L’artigianato artistico italiano ha inoltre il vantaggio di essere italiano, ovvero nascere in un paese dove il bello e l’estetica sono una radice ed una tradizione lontanissima. D’altronde come è possibile fare brutte borse a Firenze, o cattivo cioccolato a Modica?.  Dobbiamo quindi lavorare per salvaguardare il lavoro artigiano, formare nuovi giovani e tramandare il sapere, e fare dell’eccellenza il filo conduttore delle piccole aziende artigiane. La ricerca coordinata da Paolo Colombo riporta le eccellenze dei singoli paesi europei, corredata da una esaustiva sitografia con siti internet di enti e associazioni che nel Vecchio Continente lavorano per e con l’artigianato. Non dobbiamo quindi dimenticare che «le mani sono gli strumenti più sensibili» e la creatività è uno dei pochi beni riproducibile in serie.

Sono intervenuti: Lorenzo Ornaghi, Rettore dell’Univeristà Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano; Valere Giscard d’Estaing, Ancient President della Repubblica Francese; Francesco Rutelli, Ministro dei Beni Culturali; Paolo Colombo, Responsabile centro Arti e Mestieri; Pierre Chevalier, Presidente SEMA; Marco Accorsero, Segretario Generale Unione Artigiani Imprenditori; Oreste Baioni, Segretario generale CNA; Gabriele Radice, Associazione Artigianato e Piccole Aziende di Milano; Ettore Mocchetti, Direttore di AD; Davide Rampello, Presidente della Triennale di Milano; Franco Cologni, Presidente Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte; Mario Borselli, Presidente Camera della Moda Italiana; Maurizio Dallocchio, Professore alla Bocconi ed Ermete Realacci, presidente di Symbola- Fondazione per le qualità italiane.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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