Marantelli: “Il tempo del tira e molla è scaduto”

Il deputato dell'Ulivo con il consigliere regionale Stefano Tosi all'ospedale per verificare la situazione dopo il black out energetico

Ospedale al buio, sale operatorie bloccate come gli ascensori, torce sulle scale. La situazione del nuovo monoblocco di Varese in seguito al blackout elettrico provoca inevitabili reazioni anche da parte dei politici varesini: «È un fatto di una gravità inaudita  – commenta Daniele Marantelli, deputato dell’Ulivo che si è recato sul posto -, per fortuna è successo in un orario particolare, con sufficiente luce e abbastanza presto, per cui la gente in sala operatoria non era molta. È andata bene, poteva andare molto peggio, senza voler fare gli avvoltoi. A questo punto non sono più accettabili disfunzioni di questo tipo. Già a ferragosto avevamo sollevato dubbi per alcuni problemi non risolti, dalla mancata partenza del reparto di sub-terapia intensiva per mancanza di personale, fino all’elisoccorso. Ci era stato promesso che tutto sarebbe stato messo a posto: ora questa nuova disfunzione. Servono assunzioni di responsabilità, il tira e molla e lo scarico di responsabilità non hanno più senso. Non voglio dare giudizi ora, ma l’impressione è che debba essere sottoposta a verifica la modalità di concessione dei lavori affidati all’esterno».  
«Non è accettabile, un altro incidente nel nuovo monoblocco e l’avvio a pieno regime che ritarda ancora». Attacca duro Stefano Tosi, consigliere regionale dell’Ulivo parlando della situazione di crisi che si è verificata all’ospedale di Varese: «Si pongono gravi quesiti – commenta Tosi, che con il collega Marantelli è andato a verificare lo stato delle cose -, ho chiesto più volte una presa di posizione da parte dell’assessore regionale alla Sanità per chiarire la situazione. Questo è un nuovo capitolo di una storia tormentata, vanno cercate responsabilità non più solo strutturali. Bisogna capire cosa non funziona nelle procedure: piuttosto che progettare ampliamenti e innovazioni al Del Ponte bisognerebbe far funzionare questa nuova struttura, anche perché a rischiare la pelle sono i malati».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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