Mizar, i cassintegrati occupano il Municipio

L'amministrazione non mette nero su bianco le promesse fatte a voce ai sindacalisti, i cassintegrati restano sul posto. Poi la mediazione. Prossimo incontro il 12 ottobre

Ai già notevoli grattacapi di Palazzo Gilardoni se ne è aggiunto oggi un altro: una quindicina di cassintegrati della Mizar, dopo la riunione pomeridiana fra i sindacati (Cgil, Cisl, SdL, Al Cobas, rappresentante rispettivamente da Salvatore Minardi, Pietro Apadula, Umberto Durante e Antonio Ferrari) e l’amministrazione comunale, hanno occupato il Municipio per gran parte della serata, dal momento che le aperture udite a voce non erano state messe nero su bianco come richiesto. C’era chi si è presentato già pronto alla bisogna, con tanto di sacco a pelo, altri si erano recati a casa e a prelevare vettovaglie ed equipaggiamento. Intanto la situazione si era fatta tesa, con Digos e polizia locale fuori dal palazzo comunale: lo sgombero appariva imminente. Sul posto si sono poi portati vero le 22 anche il vicesindaco Giampiero Reguzzoni e l’assessore al personale Giuseppe Zingale: dopo una nuova trattativa si è trovata una mediazione. In pratica gli occupanti hanno rinunciato al campeggio in Municipio in cambio di pubbliche dichiarazioni alla stampa da parte degli assessori che confermassero quanto già detto a porte chiuse.

Secondo quanto riferisce il rappresentante di AlCobas Ferrari, in giornata erano state prospettate possibili assunzioni in Agesp, e per quanto riguarda il pullman che dovrà trasportare da e per Busto quanti si sobbarcherebbero la micidiale trasferta quotidiana fino in Val Seriana sono già stati stretti contatti e stilati preventivi. Inoltre vi sarebbe un’ulteriore possibilità di ricollocazione tramite alcune aziende artigiane. Ma tutte queste promesse non apparivano sufficienti agli occhi dei cassintegrati, che a questo punto vogliono vedere fatti, e stampati nero su bianco. Da qui la decisione di accamparsi in municipio. Anche il rappresentante Cgil Minardi riferiva negli stessi termini il contenuto dell’incontro, rimarcando la ritrovata unitarietà dell’azione sindacale (anche se "gli accampati" appartengono ai sindacati non confederali) e osservando che ha lasciato sconcertati i lavoratori l’apparente passo indietro sulla partecipazione comunale alle spese del bus, pure scritto nero su bianco in un recente accordo tra le parti.

Gli assessori Zingale e Reguzzoni, confermando quanto sopra, concordano però su un punto: il Comune non è un ufficio di collocamento. «Hanno sbagliato bersaglio» commenta Zingale. «Noi procediamo secondo i limiti e i vincoli di legge, con i tempi e i modi di una pubblica amministrazione. Sicuramente ci impegnamo a sensibilizzare l’azienda a venire incontro ai bisogni di questi lavoratori, ma non possiamo pagare ad esempio l’abbonamento al bus per loro». Se per Zingale l’incontro è stato, tutto sommato, positivo, per Reguzzoni è stato «interlocutorio»: «non possono pretendere che fungiamo da ufficio di collocamento, semmai possiamo attivare una politica del lavoro tale per cui le aziende che si insediano in zona industriale siano invogliate ad assumerli, questo sì è un impegno cui faremo fronte, ma i frutti si vedranno nel medio-lungo termine».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2007
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.