Nazisti, collegamenti con estremisti tedeschi

L'inchiesta sul movimento nazional socialista punta anche verso il nord europa, i magistrati contattati da colleghi stranieri

“Connessioni con gruppi estremisti esteri” dicono i pm. Nazisti a braccio teso, fotografie di vacanze hitleriane, ramificazioni tra reti potenzialmente eversive in giro per l’Europa in nome della razza bianca e di Hitler. Tutte ipotesi ma prese in considerazione ai magistrati. Emergono nuovi particolari dall’inchiesta varesina sul partito nazista,  e gli inquirenti esprimono serie preoccupazioni: «L’inchiesta è fondata e presenta aspetti molto preoccupanti, non si tratta certo di sbandieratori, come ha detto qualcuno, ma di personaggi da tenere d’occhio con molta attenzione» dice il procuratore Maurizio Grigo, che proprio ieri (venerdì) ha rivelato anche la presenza di adesivi inneggianti agli sciiti libanesi a casa di uno degli indagati nel filone principale dell’inchiesta.

Fatto sta che l’indagine varesina, si dice nei corridoi di palazzo di giustizia, pare stia trovando riscontri sempre più interessanti. E si sta approfondendo anche la pista staniera, per questo i magistrati sarebbero già stati contattati da colleghi tedeschi.
«Il video della festa per il compleanno di Hitler è sconcertante (quella che si svolse il 23 aprile al centro del lago di Buguggiate, ndr)– spiega il procuratore Grigo – e non è una visione che consiglio all’opinione pubblica, i partecipanti cantavano frasi irripetibili e cariche di odio nei confronti degli ebrei e di martiri del nazismo come Anna Frank».  Foto da mettere i brividi, provenienti dai fascicoli della procura, sono anche quelle che pubblica oggi il quotidiano Repubblica, in una analisi della galassia nazista in Italia, che comprende rapporti tra diverse centrali della destra estrema in giro per la penisola. Tra chi si dice genuinamente hitleriano e chi invece rivendica estraneità totale, spuntano i due arrestati giovedì pomeriggio, che ora sono in carcere ai Miogni e che devono rispondere di incendio doloso ed estorsione.

A loro, in realtà, vengono contestati reati più terra terra che al momento non hanno nulla a che vedere con l’ideologia nazista, anche se maturati “in una faida tutta interna a persone di estrema destra”.  Secondo le accuse, i due commercianti minacciavano i pm con una sigla inventata "VDT" e hanno appiccato il fuoco ai due locali di Checco Lattuada (consigliere di An a sua volta indagato).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2007
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