Nobel per la Pace ad Al Gore, la soddisfazione di Marantelli

Con decine di colleghi deputati e senatori dell'Unione, l'onorevole varesino aveva cofirmato una lettera di sostegno alla candidatura Gore

Al Gore, già vicepresidente degli Stati Uniti, è stato premiato oggi con il Nobel per la Pace, ex aequo con l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), comitato autore di un fondamentale documento sui cambiamenti climatici. Il Premio Nobel per la Pace vira dunque sulla tematica del clima, aspetto globale per eccellenza. La notizia provoca particolare soddisfazione a livello locale (il locale è globale e viceversa, si sa…) all’onorevole Daniele Marantelli (foto), deputato varesino dell’Ulivo, che insieme ad una nutrita pattuglia di colleghi di Camera e Senato fin dallo scorso febbraio si era attivato a sostegno della candidatura Gore.


«Il 28 febbraio scorso inviammo al dottor Geir Lundestad del Norwegian Nobel Institut una lettera in cui esprimevano il nostro sostegno per la candidatura Gore, corredata dalle firme di varie decine tra deputati e senatori, tutti del centrosinistra e in gran parte dell’Ulivo» racconta Marantelli a Varesenews. «Vi sottolineavamo la portata davvero mondiale dell’impegno profuso da Gore per sensibilizzare tutti di fronte al cambiamento del clima e alle sue cause, con inziiative come il film-documentario An Inconvenient Truth. È il caso di ricordare che già una decina d’anni fa in veste di vicepresidente degli Stati Uniti Gore supportò fattivamente la ratifica del Protocollo di Kyoto».

Marantelli tiene a sottolineare un altro aspetto. «Domani su L’Unità ed Europa uscirà publicato per intero un documento votato dalla Camera sulla base della nota relazione dell’IPCC sui cambiamenti climatici, che tanto fece discutere. Si tratta di un atto importante che deve arrivare al grande publico: troppo spesso non si sa quanto viene fatto per l’ambiente. Anche l’ultima Finanziaria conteneva utili provvedimenti a sostegno del risparmio energetico e delle nuove tecnologie, tanto più urgenti e necessari in quanto il cambiamento climatico sarà il maggiore problema del futuro per l’umanità, insieme alla progressiva riduzione delle risorse e degli spazi a nostra disposizione». A quest’ultimo proposito il deputato tiene poi a sgombrare il campo da un equivoco: quello cioè che l’attenzione all’ambiente mal si concili con la moderna corsa alle infrastrutture di cui Marantelli stesso si è fatto interprete a livello locale, aiutando a reperire i sospirati fondi per il sistema pedemontano. «Infrastrutture ben realizzate non sono in contraddizione con la tutela dell’ambiente, e ben lo sanno Paesi come Francia e Germania, molto attenti a questi aspetti. Serve anche un ambientalismo del sì: ridurre la durata dei tragitti – e qui ne sappiamo qualcosa di code e ritardi – migliora la qualità della vita e diminuisce le emissioni inquinanti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2007
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