“Non accettiamo l’etichetta di estremisti di destra”

Azione Giovani si difende energicamente da ogni accusa e contrattacca

Riceviamo e pubblichiamo

Azione Giovani rinuncia a cercare di dare risposte a persone che non hanno alcuna intenzione di stare ad ascoltare.
 

Non accettiamo l’etichetta di estremisti di destra, così come non accettiamo che qualche pavido criminalizzi tutti gli studenti intervenuti al corteo di stamattina con la solita complicità faziosa di qualche giornalista, il quale continua a fare operazioni di sciacallaggio nei confronti dei due movimenti che compongono Alleanza Nazionale anche a seguito delle recenti indagini.

E’ vero, si è attaccato un gruppo di ragazzini che provava ad intonare cori diversi da quelli usati dall’organizzazione, ma sono stati subito taciuti. Ovviamente non si poteva controllare ogni persona all’interno del corteo: i manifestanti erano più di 500.
 
Gli unici due momenti, chiamiamoli, di "tensione" hanno fatto capire l’efficienza del servizio d’ordine, soprattutto quando un (e dico uno) ignorante e deficente esagitato ha notato che nel corteo erano presenti parecchi ragazzi/studenti Italiani (certamente più dell’esagitato) originari del Senegal e della Nigeria e si è un po’ indignato, sotto gli occhi del servizio di sicurezza che con grande prontezza e severità lo ha cacciato dal corteo insultandolo ed umiliandolo per la sua povertà culturale. Tutto questo è avvenuto a poche decine di metri dalla Polizia di Stato.
 
Certo che lei, signor Direttore, deve avvisare che la gente è responsabile di quello che dice e che, anche scrivendo su un giornale in maniera anonima, si può incorrere in querele per diffamazione.
 
Le ragioni della manifestazione erano contro una Riforma, quella Fioroni, che aveva solo lo scopo di cancellare la legge Moratti. Il problema della riforma non è solo l’esame di settembre, ma il metodo con cui si pensa di affrontare il problema scuola.
 
La nostra scuola, dal 1962, non è mai stato un modello da imitare ed ora è anche vecchia. Non solo nelle strutture fatiscenti, ma anche nei programmi e nella forma organizzativa; oggi, noi giovani dobbiamo affrontare un percorso formativo che non forma nessuno: i cinque anni delle superiori passano senza dar un’idea al ragazzo di cosa sia il mondo al di fuori delle mura scolastiche, di cosa sia il mondo del lavoro. Noi come Azione Giovani stiamo aspettando da 10 anni una riforma della scuola, che rivoluzioni quel mondo che dovrebbe essere una rampa di lancio per un ragazzo europeo. Purtroppo in Italia non si riesce proprio per i continui cambiamenti e restaurazioni di tutti i Ministri dell’istruzione, che fremono di denominare una riforma con il proprio cognome.
 
I famigerati esami di riparazione sono accettabili in forme diverse: una materia con il 5 è veramente troppo poco per fare perdere un anno al ragazzo. Avremmo gradito una concertazione con i giovani delle consulte per discutere e fare proposte sensate senza arrivare alla piazza che è a volte antipatica e scomoda: ad esempio si sarebbe potuto pensare di creare dei livelli per le varie materie (tipo fascia A,B,..), quindi il debito di matematica allo scientifico portava l’esame, il debito di sistemi all’itis-informatica, oppure il debito di latino o italiano al classico, mentre le altre fasce di livello portavano ad altri sistemi di recupero delle carenze scolastiche.
 
Insomma, non sembrano proprio delle proposte fatte da esagitati, anzi secondo noi sono molto sensate. Il ripudio per Fioroni è dato dal fatto che, mentre la Moratti aveva dato un segnale di rinnovamento anche se poi disatteso, il ministro ex-margherita ha invecchiato un sistema facendosi portatore di un conservatorismo democristiano, che ad un istituto come la scuola, gia vetusto, può solo danneggiare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2007
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