«Non trova che il migliore in campo sia stato San Gennaro?»

Venticinque anni fa mentre lavorava alla "Domenica sportiva" moriva Beppe Viola, grande giornalista, paroliere e autore insieme a Jannacci del testo della canzone "Quelli che..."

«Guardate che cosa riesce a fare Franco Baresi, ormai sarebbe sicuramente il miglior libero d’Italia se non ci fossero Freda e Ventura». Questa battuta la fece il giornalista Beppe Viola. Correva l’anno 1981. Baresi era un giovane calciatore di talento, che muoveva i primi passi in serie A nelle fila del Milan. Franco Freda e Giovanni Ventura erano due esponenti della destra eversiva e principali imputati nel processo per la strage di piazza Fontana, costata la vita a diciassette persone. I due erano stati assolti per insufficienza di prove.

Il 17 ottobre ricorre l’anniversario della morte di Beppe Viola, stroncato da un ictus 25 anni fa, quando aveva appena 43 anni. Nella mediocrità diffusa del giornalismo sportivo (soprattutto televisivo) si sente la mancanza di giornalisti come Viola. Uno capace di battute fulminanti, un interprete intelligente del suo tempo. Ironico, pungente e dannatamente popolare senza essere mai banale. Come si puo’ dimenticare “Quelli che…” una canzone scritta a quattro mani con l’amico d’infanzia Enzo Jannacci e diventata, quindici anni dopo la sua morte, il manifesto, oltre che il titolo, di una trasmissione televisiva di successo (“Quelli che…il calcio”).

Beppe Viola era uno che amava le corse dei cavalli, il bigliardo e gli spiantati. Raccontava lo sport, partendo da quello che succedeva nella vita e non viceversa, come accade oggi. Come tutti i grandi giornalisti riusciva a condensare in una battuta il significato di un intero avvenimento sportivo. Commentando Inter-Napoli, finita 2-2, disse all’allenatore dei partenopei Massimo Giacomini: «Non trova anche lei che il migliore in campo sia stato San Gennaro?». Morì subito dopo, mentre stava lavorando alla moviola di quella partita.

Viola lavorava alla Rai, c’era entrato nel 1961. Due anni dopo venne approvata la legge sull’Ordine dei giornalisti e anche lui, come tanti, dovette sostenere l’esame per sanare la sua posizione. Nella commissione c’erano, tra gli altri, Enzo Biagi, Dino Buzzati e Rubens Tedeschi. Biagi gli fece la domanda di politica: «Senta, Fanfani nello schieramento DC sta a destra o a sinistra?». Viola li guardò con i suoi occhi da pugile suonato e sfregandosi il naso a patata rispose: «Dipende dai giorni».
I commissari sorrisero e Viola venne promosso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2007
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