«Nostro dovere favorire l’istruzione dei giovani nomadi»

L’amministrazione comunale risponde alle critiche mosse al progetto della scuola nel campo nomadi

«L’Amministrazione Comunale intende favorire la scolarizzazione dei minori nomadi in quanto ritiene che la scuola sia importante per la formazione dei futuri cittadini e rivesta un ruolo fondamentale nel processo di integrazione nella società complessa anche al fine di favorire gli inserimenti lavorativi». L’assessore alle politiche sociali, Elena Raimondi, risponde alle critiche che sono state sollevate, soprattutto dalla Lega Nord, al progetto per la creazione di una scuola nel campo nomadi.

Il progetto è stato presentato all’Ufficio territoriale del Governo della Prefettura di Varese, al fine di richiedere un finanziamento di 21 mila euro accessibile tramite i fondi ministeriali appositamente previsti per tali interventi. Il costo complessivo del progetto, della durata di 12 mesi, ammonta a 35 mila euro. Spesa così suddivisa: costo dell’operatore comunale (9 mila euro) «che già da anni lavora per favorire l’integrazione della comunità sinta – spiega la Raimondi -,  si tratta quindi di una spesa non aggiuntiva. A questo si aggiungono il “costo incarico collaboratrice per l’implementazione del progetto periodo da settembre 2007 a giugno 2008 (8 mila euro); ristrutturazione sala comune situata presso il campo nomadi (15 mila euro);  acquisto arredi (3 mila euro).

«Nel caso in cui il Progetto non venga finanziato – spiega l’assessore -, l’Amministrazione sosterrà il solo costo dell’educatrice. I minori Sinti non frequentano la scuola dell’obbligo oltre la quinta elementare; tale fenomeno di evasione scolastica non è facilmente affrontabile e l’Amministrazione Comunale denuncia tale fenomeno agli organismi competenti. Non è pensabile condurre i minori a scuola con la forza ma sarebbe importante che i minori sinti frequentassero la scuola volontariamente per creare i presupposti del libero e motivato apprendimento».

Oltre a ciò l’amministrazione comunale attua anche un progetto destinato ai ragazzi sinti di 16 anni che dovrebbero aver già concluso il percorso dell’obbligo: «un progetto di “recupero” formativo che non sostituisce assolutamente il percorso scolastico ordinario, bensì ha l’obiettivo di riavvicinare i giovani alla scuola – spiega la Raimondi -. Tale Progetto prevede una stretta collaborazione con il Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti di Saronno al fine di realizzare percorsi d’accompagnamento allo studio dei minori sinti per il conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo d’istruzione; svolgere azione di aggregazione presso il campo sosta per creare una condizione facilitante l’apprendimento e la motivazione al conseguimento di quanto previsto dal patto formativo definito dalla scuola; accompagnare gli allievi negli incontri programmati presso la struttura scolastica ai fini delle verifiche periodiche dell’apprendimento».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2007
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