“Nuovi pittori della realtà”: il fascino della figurazione fra passato e presente

Al PAC, fino al 25 novembre, in mostra una nuova generazione di artisti: sono un'ottantina di talenti selezionati dal Premio Michetti

Sono giovani, ironici, spregiudicati. Amano raccontare la vita, la società e le relazioni umane in modo immediato e semplice, senza compromessi. Prediligono il mondo dell’onirico e dell’immaginario e al confine – come loro stessi spiegano – fra realtà attuale e la previsione di universi futuri.

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"Nuovi pittori della realtà" al PAC 4 di 5

 

Sono i “Nuovi pittori della realtà” in mostra al PAC – per l’omonima rassegna – sino al 25 novembre prossimo. Un’ottantina di nuovi talenti selezionati dalla 58° edizione del prestigioso Premio Michetti e fortemente voluti, in quel di Milano, dall’Assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi come ideale collegamento con la mostra in corso a Palazzo Reale “Arte Italiana 1968-2007 PITTURA”.

 

Una rassegna che nasce anche come occasione – lo ha ricordato lo stesso Sgarbi – per rendere omaggio al pensiero e alla sapiente visione dell’anzitempo scomparso Maurizio Sciaccaluga, storico dell’arte e talent scout della giovane figurazione italiana oltre che curatore, in quanto attento selezionatore delle opere in mostra per il Premio Michetti e per l’attuale rassegna di Palazzo Reale, di questa esposizione sulla “centralità dei linguaggi tradizionali” e sul “fascino discreto della figurazione”, esposizione improntata cioè alla ricerca della scoperta e della modernità senza dimenticare le tecniche pittoriche – quale quella, per l’appunto, della figurazione – più antiche ma non per questo meno efficaci.

 

Il dramma e l’ipocrisia delle relazioni umane, la violenza domestica e le tensioni familiari, l’influenza crescente della pubblicità e della moda, ma anche la vita quotidiana e il destino dell’uomo: questi i temi raccontati per linee e colori e che, seppur basati su tecniche artistiche che provengono dal passato, sfociano sempre in un tripudio di vivace luminosità, con le forme e le immagini più tipiche della società contemporanea e rivestendosi dei modelli più diffusi della televisione e delle nuove forme di comunicazione, dei giornali e della moderna letteratura.

 

Si va così dai paesaggi newyorkesi di Bernardo Siciliano alle favolose sculture lignee di Aron Demetz, dagli interessanti acquerelli di Giorgio Maria Griffa alle straordinarie luminosità di Paolo dell’Aquila. Senza dimenticare le curiose “conversazioni” di Sonia Ceccotti o l’inquietante “Roipnol Pippi” di Paolo Schmidlin (ricordate il tanto contestato artista della mai realizzata rassegna milanese “arte e omossessualità”?).

 

Una rassegna, dunque, che non manca di sorprendere e divertire, ma che fa allo stesso modo riflettere sui “nuovi realismi” italiani, europei e americani soffermandosi su visioni talvolta neopop, talvolta di stampo intimista o di aperta critica alla mercificazione imperante. E quale altro invito, allora, se non a immergersi in questo universo di paesaggi “postpunk” per conoscere – lo merita davvero – questa nuova generazione di artisti italiani e con la consapevolezza che, per riscoprire le ragioni e gli stimoli di un nuovo approccio alla realtà, la stranezza, la complessità e la ricerca pittorica sopra le righe possono talvolta essere – e per fortuna – un inutile quanto anacronistico artificio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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