Obiettivo quota mille

Ci si prepara alla giornata campale di domenica: decisivi saranno i numeri dell'affluenza, qui come in tutta Italia

Un impegno non da poco quello delle primarie del Partito Democratico a Busto Arsizio città: sette seggi più uno volante, gestiti da volontari che si sobbarcheranno in prima persona questa fatica non retribuita, dall’apertura mattutina («alle sette in punto») fino alle corse notturne per consegnare le schede scrutinate.
«Un dato che dovrebbe far riflettere in questi tempi di antipolitica galoppante» commenta Erica D’Adda, segretario cittadino dei Democratici di Sinistra. L’obiettivo minimo è raggiungere quota mille elettori, ammettono gli organizzatori: sarà sufficiente che per ogni tesserato dei maggiori partiti votino altre due persone, oppure che un decimo dell’elettorato "d’area" si rechi alle urne.
Il battage pubblicitario per le primarie non è mancato, soprattutto sui maggiori mezzi di comunicazione: resta comunque qualche incognita. La partecipazione sarà necessariamente più bassa delle primarie per l’Unione di due anni fa, svoltesi con enorme successo ma in tutt’altro clima politico; e occorrerrà controllare con la massima attenzione i meccanismi del voto, sottolineano gli esponenti locali di DS e Margherita, per evitare "provocazioni" e polemiche astiose come quelle verificatesi durante il recentissimo referendum sul "pacchetto welfare" varato dal governo Prodi. 

A contastare i venti dell’"antipolitica", del disincanto, dell’apatia e della protesta tanto diffusi c’è tuttavia, come rimarca con soddisfazione il coordinatore cittadino della Margherita Walter Picco Bellazzi, la partecipazione di molte persone fin qui non iscritte ai partiti che confluiranno nel nuovo soggetto politico unitario del centrosinistra. Un dato di indubbia rilevanza, che almeno a livello locale smentisce nei fatti quanti, da destra e da sinistra, vedono il PD semplicemente come una somma di apparati partitici. Tanto più che «il voto non comporta certo l’iscrizione automatica al partito» si sottolinea. Si suppone che chi viene a votare condivida l’impostazione generale del PD, ma non ci sarà un dentro e un fuori: il partito nascerà, e intende rimanere, aperto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2007
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