Olio di Sant’Imerio, fervono i preparativi

Per il terzo anno la Parrocchia di Bosto promuove la produzione di extravergine a scopo benefico, con le olive provenienti da parchi e giardini

Torna per il terzo anno consecutivo il raccolto delle olive organizzato a Bosto per la produzione dell’olio di Sant’Imerio. Un’iniziativa nata a scopo benefico, quasi per caso, che ha riscosso un grande successo e permesso anche la nascita di nuovi appassionati dell’olivicoltura.

Con le olive raccolte in giardini e parchi privati, si produce infatti un extravergine che viene poi venduto (alla festa di Sant’Imerio il 3 febbraio prossimo) in modo da finanziare iniziative missionarie in Africa: più precisamente il ricavato di quest’anno è destinato alla escavazione di un pozzo in Etiopia, al servizio di un orfanotrofio che accoglie un migliaio di bambini e ragazzi, oggi costretti ad un percorso di un’intera giornata per rifornirsi di acqua. 

La raccolta sarà coordinata dal parroco di Bosto, don Pietro Giola, che aprirà le porte della canonica all’arrivo delle olive nel prossimo fine settimana, sabato 20 e domenica 21 ottobre.
Freschi di raccolto, i frutti saranno portati lunedì al Frantoio di Lenno, sul lago di Como,  dove saranno spremuti in giornata.
La speranza è quella di superare i quantitativi degli anni precedenti e di mantenere la qualità raggiunta e garantita dagli esperti del frantoio di Lenno. Sulla quantità in effetti aleggia un pizzico di incertezza, viste le particolarità meteorologiche dell’annata 2007, veramente imprevedibile. Tutti i cicli – fanno sapere da Coldiretti – sono stati sovvertiti: un lungo periodo di caldo d’inverno con il timore però di improvvise gelate, settimane di piogge e freddo in primavera e d’estate durante la fioritura degli ulivi e al momento della maturazione delle olive.
L’annata agricola è comunque giunta alla conclusione e in parrocchia a Bosto gli organizzatori sperano vivamente che la diminuzione della produzione per pianta sia colmata e superata dal maggior numero di raccoglitori in tutta la provincia di Varese  e nelle province confinanti di Como e Milano.

Claudio Vallini, presidente della Coldiretti, ed Enrico Marocchi, presidente di ACAI (Associazione Cristiana Artigiani Italiani) e organizzatore dell’iniziativa insieme al Consiglio parrocchiale, assicurano che il numero delle piante di olivo sta visibilmente aumentando in provincia sulle rive del lago di Varese ma anche sulle colline degli altri laghi varesini e del Lago Maggiore.
La Coldiretti, che ha seguito con grande interesse l’iniziativa di don Giola e dell’ACAI, assicura che la coltivazione dell’ulivo è del tutto consona al clima varesino e al territorio lacuale e collinare della nostra provincia. L’intuizione della Coldiretti consiste nel fatto che l’olio dei laghi varesini ha la potenzialità di diventare un prodotto di eccellenza che dà forza all’immagine e alla consistenza produttiva ed economica dell’agricoltura e del turismo gastronomico varesini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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