Ospedale, al via i progetti sperimentali

Telemedicina nei piccoli comuni e consulti solo ostetrici per le gravidanze normali le novità del Circolo

Al Del Ponte, sarà l’ostetrica a seguire le gravidanze fisiologiche, quelle che non presentano rischi. Questo il progetto che l’azienda ospedaliera ha lanciato, ottenendo un finanziamento semestrale da parte della Regione, e che permetterà di aprire un ambulatorio apposito due volte alla settimana. La decisione è stata presa sia per allentare la pressione sugli ambulatori ginecologici, che, due anni fa, era diventata una vera emergenza, sia per allinearsi ad un sistema molto seguito all’estero e che vuole rendere meno medicale possibile una condizione del tutto naturale.

La scelta del percorso da seguire per una gravida avviene alla prima visita, dove medico e ostetrica effettuano una valutazione delle condizioni della donna. Se non ci sono controindicazioni, i successivi incontri verranno effettuati dalle ostetriche che seguiranno un percorso fondato sull’educazione, sul counceling e sullo screening. Ogni volta che si renderà necessario, la paziente verrà controllata dal medico specialista che, comunque, continuerà a svolgere tutti i controlli diagnostici richiesti nei nove mesi. A disposizione delle donne ci sarà un numero di telefono attivo ventiquattr’ore al giorno in caso di necessità. Gli appuntamenti verranno fissati regolaemente dal CUP.

E risponde anche ad un sistema alternativo di assistenza, il progetto Telemaco che, questa volta, l’azienda ospedaliera varesina realizzerà in base ad una sperimentazione regionale. Si tratta di un servizio di telemedicina per i comuni più piccoli. I campi di azione saranno quello cardiologico e quello pneumologico. Quattro, infatti, i progetti che il Circolo avvierà: lo scompenso cardiaco, la broncopneumopatia cronica, l’emergenza cardiaca e il teleconsulto. Si tratta di ambiti circoscritti, riservati a pazienti di solito cronici che verranno assistiti e monitorati a distanza.

In base al progetto Telemaco, saranno seguiti in questo modo 45 pazienti cardiaci dell’area del Verbano ( a cui si sommano le 60 persone che già rientrano nell’analogo servizio "nuove reti di Varese") mentre gli assistiti da parte della pneumologia riabilitativa di Cuasso ( che già da tempo effettua l’assistenza a distanza) saranno 150.
Anche per l’attività di emergenza cardiaca si tratterà di estendere la sperimentazione già avviata tempo sulle ambulanze grazie all’associazione di volontariato "Guida in rete" , mentre i pronto soccorso di Luino e Cittiglio si stanno attrezzando per avviare, in modo più strutturato, la collaborazione di medici specialistici di Varese per affrontare in videoconferenza le emergenze.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
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