Ospedale: “Dal black out danni per 218mila euro”

Trentatrè operazioni chirurgiche rinviate e ambulatori vuoti per una mattina da dimenticare. L'azienda ospedaliera: "Ci consideriamo parte lesa"

Di nuovo sotto i riflettori. Il nuovo monoblocco, gigante tecnologico con qualche acciacco, è stato oggetto di visite e ispezioni anche oggi, 17 ottobre.
Mentre l’attività medica si è svolta regolarmente, con le sale operatorie a pieno regime, tutelate dalla squadra di tecnici della Cofathec che monitorano ventiquattr’ore al giorno gli impianti elettrici, sul piano delle indagini sono arrivati prima gli ispettori dell’Asl che hanno verificato la corretta applicazione delle direttive impartite ieri sera e poi i magistrati varesini che indagano sull’evento, i pm Novara e Grigo.
L’attenzione è puntata, in questo momento, sulla gestione del sistema di controllo degli impianti, controllo demandato alla Cofathec impresa a cui, con delibera 928 del 4 giugno 2002, fu assegnato per cinque anni il servizio per la gestione e la manutenzione del complesso ospedaliero per un corrispettivo di 8 milioni e 533 mila euro.

La sconcertante giornata vissuta dall’ospedale lunedì scorso è costata all’azienda oltre 218.000 euro: sono state rinviate 33 operazioni chirurgiche, mentre gli ambulatori sono rimasti vuoti per metà mattina così, almeno 39 pazienti hanno dovuto rivolgersi allo sportello del Cup per riprogrammare la visita. In lista d’attesa lunedì scorso c’era anche un paziente per un by-pass cardiologico in Day surgery che è stato rimandato a casa perchè il suo chirurgo doveva partire per un congresso ed è stato rinviato al 23 ottobre prossimo.
Il danno chirurgico è stato stimato attorno ai 217.000 euro mentre nel settore ambulatoriale le mancate prestazioni sono valutabili in quasi 1500 euro: «Chiaramente – precisano dall’azienda ospedaliera – non si tratta di un danno puro in quanto ogni prestazione è stata solo rinviata e non annullata». Tuttavia, il calcolo fatto all’ospedale non è mera statistica: potrebbe avere una rilevanza importante in sede di richiesta danni, dato che l’azienda stessa, come dicharato dal dg Pampari in varie occasioni, si considera parte lesa.

Ai calcoli matematici con l’indicazione esatta delle stime del danno, si aggiunge un danno implicito legato allo spegnimento e alla riaccensione di tutti gli impianti tecnologici. Cifre, numeri che comunque non rendono l’esatta dimensione del danno d’immagine subito dall’azienda che, fortunatamente, oggi si calcola solo con i danni economici.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2007
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