Ospedale multato per il black out

Ventiquattro mila euro, questa la multa decisa dall'Asl per il black out. I Nas tornano al Circolo e controllano alcuni reparti. Prima riunione tra medici ospedalieri e universitari

Ventiquattro mila euro di multa. È quella che si è vista
comminare l’azienda ospedaliera di Varese in seguito al black out che ha
paralizzato il monoblocco lunedì 15 ottobre. A decidere la sanzione è stata
l’Asl perchè l’azienda non ha rispettato, in quel momento, i criteri per l’accreditamento previsti
dalla Regione. Ora, la decisione verrà validata da una commissione che
potrà rivedere anche la sanzione pecuniaria, proprio come era già avvenuto nella
primavera scorsa quando il Circolo era stato multato per non aver rispettato i
criteri nel piano interratto dove era ospitata la risonanza magnetica:
da 24.000 euro si passò a 12.000.

Intanto oggi in ospedale sono tornati i Nas che hanno chiesto
le planimetrie dell’intera area ospedaliera. I cinque militari si sono fermati dalle dalle 10 fino alle 14.30. Hanno visitato alcuni reparti, scelti senza specifiche motivazioni, oltre alle cucine. Proprio qui sarebbe stata rilevata l’unica violazione per dei cibi scaduti da pochi giorni. Dal punto di vista sanitario, quindi, il Circolo avrebbe superato pienamente la prova, così come positivi erano risultati i giudizi nell’inverno scorso e ad agosto.

 

Sul fronte squisitamente medico, infine, si registra la
prima riunione “informale” tra medici ospedalieri e universitari,
voluta per
ricreare un clima sereno all’interno dell’ospedale: «Si è trattato di una
riunione serena a cui ha partecipato larga parte dei medici – ha commentato il
dottor Sergio Segato, primario di gastroenterologia che guida la componente
ospedaliera – Siamo tutti d’accordo nel ritenere prioritaria la collaborazione
tra le varie figure che operano all’interno della struttura. Il clima era
collaborativo ma non siamo entrati nel merito di particolari questioni. Sicuramente
l’incontro si ripeterà e avrà cadenza regolare».

Soddisfatto del clima collaborativo si dice anche il preside
della facoltà di Medicina dell’Università dell’Insubria Paolo Cherubino
: «L’incontro aveva come titolo “Conosciamoci meglio per lavorare meglio
insieme”. Ci siamo ritrovati numerosi, praticamente tutti, per confrontarci sui
vari problemi di natura quotidiana o strutturale che incontriamo quando
lavoriamo. A volte capita che alcune banalità vengano ingigantite: con il confronto
si riesce a creare un clima armonico. Sembra strano, ma nel monoblocco abbiamo
meno occasioni di incontrarci, quindi sono importanti questi incontri che,
voglio sottolinearlo, sono informali, senza la pretesa di dare vita ad
organismi collegiali. nella prima riunione non abbiamo affrontato alcun tema
specifico: in futuro potremo portare il nostro contributo all’organizzazione
dell’attività nel monoblocco».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2007
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