Ospedale, piano di sicurezza approvato dopo 6 mesi

All'indomani del black out il sindacato accusa: "I lavoratori non conoscono le procedure di emergenza". Dal Circolo avvisano: "Tempi fisiologici"

«Siamo stati miracolati. Avessimo dovuto evacuare l’ospedale non saremmo stati in grado….» In molti, quel terribile lunedì mattina, hanno pensato con terrore all’ipotesi peggiore: gli ascensori bloccati, le scale totalmente al buio, come si sarebbe potuto spostare tutti i pazienti?

All’indomani dell’allagamento del piano meno uno nell’agosto scorso, i sindacati Cgil Cisl e Uil avevano chiesto il potenziamento del servizio di sicurezza aziendale previsto dalla legge 626, attualmente formato da una sola persona.
Nonostante quella richiesta venne recepita nel corso di un incontro tra il direttore generale dell’azienda Carlo Pampari e i sindacati,
fino ad oggi, quel potenziamento è rimasto sulla carta e il geometra resta l’unico responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’Azienda ospedaliera, con i suoi cinque plessi ospedalieri.

Ed è stata proprio questa debolezza del sistema a rallentare il lavoro sul fronte della sicurezza tanto che il piano di sicurezza è stato approvato solo ieri sera, mercoledì 17 ottobre, dalla direzione aziendale che dovrà, adesso, organizzare incontri di formazione e informazione dei dipendenti. L’approvazione del piano arriva dopo oltre sei mesi dalla data dell’inaugurazione, avvenuta lo scorso 31 marzo.

«Il personale si è trasferito armi e bagagli in una struttura completamente nuova sei mesi fa senza avere la possibilità di conoscerlo – commenta un rappresentante delle RLS – il monoblocco è dotato di sofisticati sistemi di sicurezza che, però, la maggior parte del personale ignora. Per esempio: le porte antincendio sono dotate di elettrocalamite, come garanzia di efficienza in caso di incendio. Peccato, però, che nessuno sappia cosa siano e queste porte vengono lasciate aperte in modo sbagliato semplicemente perché i percorsi sono più comodi. Il problema è che, se non si aiuta i lavoratori a capire e a conoscere, anche i migliori sistemi rischiano di fallire».

Insediatisi solo qualche settimana fa, i nuovi rappresentanti delle RLS hanno già visionato il monoblocco scoprendo tanti piccoli “difetti”: «Sono cose minime che, però, nel momento dell’emergenza, diventano essenziali per la tenuta del sistema».

Lunedì, quindi, questa carenza poteva avere ripercussioni sul piano organizzativo: « Il problema è che, in un’azienda come questa, il servizio di prevenzione andrebbe implementato. C’era una proposta di rafforzare con almeno venti figure di provenienza diversa. Quel piano risale almeno a dieci anni fa ma è rimasto lettera morta….»

Il piano di evacuazione per il nuovo monoblocco esiste perché rientra nei documenti necessari per ottenere l’accreditamento ma il sindacato lo ignora: « Noi chiederemo di conoscere quali sono i piani di emergenza per il nuovo monoblocco – commenta Francesco Tucci, della segreteria provinciale Fials – Ci piacerebbe, comunque, sapere se è nelle intenzioni dell’azienda presentarcelo ma, soprattutto, simularlo. Il nostro personale poco prima del trasloco ha partecipato a corsi di formazione per conoscere la nuova organizzazione del lavoro e, soprattutto, le molte innovazioni tecnologiche. Nessuno, però, ha mai toccato le questioni della sicurezza e dell’evacuazione…» .

Da parte sua, l’Azienda ospedaliera ammette che il piano di valutazione dei rischi è stato approvato solo ieri sera: «Sono tempi fisiologici – spiega il direttore amministrativo Sergio Tadiello – si predispone un progetto quando si è dentro la struttura, quando la si può testare. In questi mesi abbiamo lavorato d’accordo proprio con le RLS ascoltando le loro osservazioni. Oggi siamo pronti e organizzeremo con la massima tempestività dei corsi di formazione per il personale. Per quanto riguarda il servizio di servizio di prevenzione e protezione è nelle nostre intenzioni aumentarlo di almeno due figure. È una richiesta partita dal sindacato e noi l’abbiamo accolta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2007
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