“Papà era pronto per l’operazione, poi si è spenta la luce”

Il racconto della figlia di uno dei pazienti che doveva subire un intervento, rimandato all'ultimo minuto a causa del black out. Paura e sconforto, "ma si opererà a Varese"

«La preoccupazione è arrivata solo in un secondo momento, quando cominci a farti domande del tipo: e se fosse successo mezz’ora dopo?». A parlare, il giorno dopo il black-out al nuovo ospedale di Varese, è la figlia di uno dei pazienti pronti per essere operati poco prima che il buio avvolgesse l’intero monoblocco per oltre un’ora mentre i pazienti stavano per entrare in sala operatoria. La ragazza, che ha scelto di mantenere l’anonimato per evidenti questioni di riservatezza, riflette ad alta voce. L’ha aiutata la fede: «Come non pensare ad un intervento dall’alto quando ti succedono queste cose – spiega – con mio padre ieri c’erano altre persone delle quali una in anestesia totale ad un passo dall’operazione. Mio padre era già stato semi-anestetizzato e ha ricordi confusi del momento. Ricorda le luci dei cellulari delle infermiere che lo riportavano in stanza, la loro gentilezza e professionalità».
Così cambia tutto, quando pensi che un tuo caro va in ospedale per operarsi, per risolvere un problema fisico importante che può cambiargli la vita e dai massima fiducia ad una struttura ospedaliera tra l’altro nuova di zecca, ti ritrovi con delle preoccupazioni angoscianti che non vanno via fino all’ultimo secondo. Ora le domande nella testa si moltiplicano: «Chi è responsabile del non funzionamento dei gruppi di continuità? – spiega la ragazza – . Una struttura ospedaliera non dovrebbe funzionare anche in casi estremi come guerre o calamità naturali? Poi va via la corrente e non funziona più niente».
C’è amarezza nelle sue parole: «Il suo intervento prevedeva l’asportazione di un pezzo di aorta e di una valvola aortica con un difetto congenito – racconta – finalmente si era deciso a fare questo intervento dopo tanto tempo. Avrebbero dovuto lavorare attorno al cuore. Un black-out proprio in quel momento sarebbe stato fatale per mio padre».
E adesso? L’uomo ha deciso di operarsi comunque, e sempre al Circolo. «Il professore che dovrà eseguire l’operazione opera a Varese dunque l’intervento dovrà essere eseguito lì». Quando suo padre tornerà in ospedale, però, lei non potrà vivere la situazione con la stessa serenità che l’aveva accompagnata al primo ricovero. Infatti ora lui è a casa in attesa di essere richiamato, ma il suo professore ha deciso di rimandare l’intervento.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2007
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