Pazzesca Cimberio: resurrezione e vittoria

Varese - Fortitudo 82-78. In grave difficoltà per 35' i biancorossi ribaltano una partita incredibile guidati da un Galanda monumentale (34 di valutazione)

Varese vince la più incredibile delle partite da lungo tempo a questa parte, rimontando anche 16 lunghezze in una gara a tratti irreale. Trafitta, crivellata, malmenata per i primi tre periodi, la squadra di Mrsic si arrocca accanto al suo monumentale condottiero, Giacomo Galanda. E’ lui a guidare una truppa decimata: al richiamo si accodano in pochi ma ottimi, una sporca cinquina che inventa una finale pazzesco. Gek, il tiratore Capin, el grinta Passera, il buttafuori Fernandez e, udite udite, pure Romel Beck. Il messicano fa confusione ma anche diverse cose buone, compreso quel contropiede a 19” dalla fine che regala il + 4 che vuol quasi dire vittoria. Quasi perché, in un finale dove tutti sbagliano, la Cimberio getta paurosamente alle ortiche una rimessa: buon per noi che Torres decida di forzare un tiro da fuori subito preda di Gabriel che cede a Capin per chiudere i conti dalla lunetta. E gli altri? Boh: Melvin, Hodge, Hafnar, De Pol e in parte Boscagin finiscono dietro la lavagna. Ma per questa volta i compagni li hanno salvati.

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COLPO D’OCCHIO – Se il PalaWhirlpool regala un colpo d’occhio che non sfigura sulle tribune è grazie alla passione dei varesini che hanno staccato in estate quasi 3.450 abbonamenti. Dalla Nord si alza un messaggio chiaro: “La nostra rivalità non è criminalità”. Dopodiché, curva seduta e silenziosa 10’ per protesta. Prima del match anche un minuto di silenzio dedicato all’ex arbitro internazionale Martolini.

PALLA A DUE – Varese è al completo e manda in regia ancora Marco Passera, con Galanda, Boscagin, Melvin e Hodge. Mazzon inizia con Cittadini a portare centimetri e Thomas chili in area colorata.

LA PARTITA Gara dai due volti se ce n’è una sotto la volta del PalaWhirlpool, con i primi due quarti dominati dagli ospiti, capaci di un massimo vantaggio di 17 punti. Il match inizia con le mani fredde, quasi a rispecchiare la temperatura esterna. La Upim infila 7 punti (5 Cittadini) e specula sui troppi errori gratuiti dei biancorossi. Tocca a Galanda dare tre boccate d’ossigeno per il (9-12). Mrsic toglie un Hodge impalpabile e subisce le rasoiate di Jenkins e Torres che provocano il -8. Capin replica alla tripla di Calabria ma la difesa biancorossa patisce di continuo, tanto che stupisce il fatto che la panchina non chiami mai time out, neppure dopo aver subito 24 punti in 9’; si va al primo riposo sul -7 (17-24) solo perché Hafnar e Capin si inventano 5 punti in un amen.
Nell’intervallo la Nord riprende a cantare, tambureggiare e sventolare, restituendo alla serata il colore di una partita a Masnago. Quel che manca è di nuovo la Cimberio che subisce 5 punti in 25” senza riuscire a battere il pressing. All’11’ arriva la prima prodezza vera di Romel Beck: penetrazione, virata, canestro e fallo subito. Varese è tutta qui: Mancinelli schiaccia di potenza, Bagaric segna i liberi e al 12’ (primo, disperato timeout di Mrsic) è 19-33. L’azione simbolo dell’impotenza biancorossa è poco dopo: Lamma palleggia per tutto il parquet e va comodamente a depositare in fondo al canestro senza uno straccio di aiuto. Grazie a Dio almeno San Galanda sa come si fa canestro ma le cose cambiano di poco, con De Pol che non ne azzecca mezza. Si va al riposo sul 37-49.

Dopo il riposo i tifosi provano anche con le bandiere biancorosse e tricolori a scuotere i giocatori, ma a parte un centro (l’unico) di Melvin si vedono tiri (lo stesso americano e Boscagin) che non toccano nemmeno il ferro. Calabria e Jenkins al contrario colpiscono e esultano (40-56) nonostante un Galanda ormai da commuoversi. Mrsic si ricorda di Passera, confinato in panca nonostante un Capin fino a questo punto sotto la sufficienza (si rifarà), ma il giovane varesino commette subito tre falli. Mrsic va allora con il doppio play, togliendo un Beck almeno volitivo. Fernandez stuzzica Bagaric e guadagna un antisportivo che porta due liberi e la tripla di Capin (54-64). Passera ci prova d’istinto e il periodo si chiude con un tap in vincente di Fernandez ma con la Effe però ancora avanti 58-67.

IL FINALE – Quando meno te l’aspetti però, la Cimberio capovolge il match complice una Upim scellerata, che segna solo 11 punti nei 10’ finali. Passera infiamma per primo Masnago con la penetrazione del -7, la difesa dimentica Jenkins ma stavolta Capin è chirurgico da 3 (63-69). Lo sloveno subito dopo fallisce un’altra tripla pesante così Calabria e Lamma rimettono Bologna a + 10. La Fortitudo in pratica muore qui perché Varese rosicchia punti e gli ospiti iniziano a non capirci nulla.
Quando serve un canestro, ecco l’immenso Galanda, con Fernandez che lo imita (70-75) e poi subisce uno sfondamento fondamentale. La sospensione di Mazzon non serve perché Capin infila il – 2. Prima del sorpasso però fioccano errori sui due lati del campo, compreso il libero fallito da Passera che poco prima aveva scippato Jenkins e da lui subito un fallo da espulsione che gli arbitri vedono “solo” antisportivo. Il vantaggio è di Capin che batte Bagaric ed è difeso da una retroguardia che non concede rimbalzi. Galanda segna un altro libero (75-73), Beck vola in cielo a stoppare Torres. Nessuno segna più quando si vede lo striscione del traguardo, anzi Passera esce per falli e Boscagin (stoppato) lo fa rimpiangere. Il finale è di nuovo pazzesco: sull’ennesimo errore di Bologna Beck fila in contropiede e segna il libero supplementare a 19” dalla fine (80-76). Jenkins ai liberi stavolta non sbaglia e Varese rischia grossissimo gettando via l’ultima rimessa. Torres però sparecchia sul ferro: le manone di Fernandez mettono il pallone nelle manine di Capin e con 1” sul cronometro arrivano i liberi (82-78) di una vittoria pazzesca.
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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 ottobre 2007
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